Corso Fad gratuito per infermieri “Vaccinare al momento giusto col vaccino giusto”

Terza edizione del corso Fad gratuito per infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari e medici

Razionale del corso Fad

Fallimenti vaccinali, veri o presunti. Non c’è operatore sanitario che non tema di dover discutere su questo nella pratica lavorativa.Capiterà (molto poco) se veri, un po’ più spesso se presunti. La professoressa Azzari risponde da par suo sul tema spiegando ai fruitori della Fad come orientarsi. Il professor Resti racconta di come è cambiata l’assistenza ai bambini nello scenario vaccinale attuale e di come ripeggiorerebbe se calassero le coperture. Ictus nei bambini, da varicella poi….impossibile, invece è possibile, ce ne parla la dottoressa Bertamino del Gaslini di Genova.

Quale ripercussione in un bambino provoca un tumore da HPV (Human Papilloma Virus) nella mamma? Cosa pensano i pediatri italiani della vaccinazione anti rotavirus? Cambiato qualcosa da quando è nei LEA (Livelli essenziali di assistenza)? Giorgio Conforti vi risponderà. Come giocarsi le chance di una buona comunicazione nei social? Giovanni Vitali Rosati vi farà da timoniere veleggiando nel mare complesso, del web illustrando le molte iniziative di Fimp.Questo il programma 2019 della Fad Fimp discusso fra colleghi in diretta e proposto agli interessati, non pochi come le edizioni precedenti dimostrano.

Destinatari dell’attività formativa

Il corso FAD, attivo dal 16 settembre 2019 al 31 dicembre 2019, è stato accreditato presso la Commissione Nazionale per la Formazione Continua per le seguenti Figure Professionali:

Assistente sanitarioInfermiere Infermiere pediatrico Medico chirurgo con specializzazione in Igiene, epidemiologia e sanità pubblica, Pediatria, Pediatria (pediatri di libera scelta).L’evento ha ottenuto 2,6 (due/6) crediti formativi.

NUMERO DESTINATARI 400. N° IDENTIFICATIVO 93-267490.

Responsabile scientifico

Dott. Giorgio Conforti – Pediatra di libera scelta convenzionato con ASL 3 Genovese.

Per potersi iscrivere al corso Fad basta registrarsi Cliccando QUI

Redazione Nurse Times
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Firenze, 677 bambini tra i 2 e i 6 anni non si sono mai vaccinati

Per Giorgio Garofalo, direttore Area aziendale igiene pubblica dell’Ausl Toscana Centro, “La prevenzione delle malattie infettive è tornata indietro di oltre due secoli”.

Secondo i
dati diffusi dall’Ausl Toscana Centro,
677 bambini dell’area fiorentina non si
sono mai sottoposti a vaccino, nemmeno a una dose. Hanno un’etàcompresa tra i 2 e i 6 anni e
rappresentano circa il 3% dei nati tra
il 2014 e il 2017 (21.522 in totale). Scendendo nei dettagli delle
singole zone,gli inadempienti
sono 315 a Firenze(su 9.610 nati) 50 nel Mugello (su 1.636
nati), 160 nell’area Nord-Ovest (su 5.768 nati) e 152 nell’area Sud-Est (su 4.508
nati).

“È una realtà che, sebbene fatta di
numeri relativamente piccoli, deve indurci a riflettere – commenta Giorgio Garofalo, direttore Area
aziendale igiene pubblica dell’Ausl Toscana Centro –. Si tratta di bambini per i
quali la prevenzione delle malattia infettive è tornata indietro di oltre due
secoli, ovvero a prima della scoperta del primo vaccino (vaiolo nel 1798). In
Italia, agli inizi dell’Ottocento, l’aspettativa di vita era inferiore ai 40
anni, e nel 1950 aveva di poco superato i 60. La prima causa di morte era
ancora rappresentata dalle malattie infettive. All’unificazione
dell’Italia (1861) la metà dei bambini non arrivava all’età di 5 anni”.

Da circa un
paio di anni, comunque, pare essersi invertita la tendenza al calo
generalizzato delle vaccinazioni. “Questo
significa – osserva ancora Garofalo – che
i bambini nati dal 2016 in poi si vaccinano un po’ di più rispetto a quelli
nati prima. Per alcune vaccinazioni siamo arrivati in zona di relativa tranquillità:
il 95% dei bimbi è regolarmente vaccinato e ciò consente di ottenere la
cosiddetta immunità di gregge. Ovviamente ci sono ampie differenze in base al
territorio, alla tipologia di vaccino e altro”.

A ogni modo
l’Ausl Toscana Centro “rinnova l’appello ai genitori a far vaccinare i loro
bambini, recandosi dal proprio pediatra o nei centri vaccinali per garantire la
sicurezza ai loro figli e a quelli degli altri”.

Redazione Nurse Times
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Olio di semi “spacciato” per extravergine di oliva: Nas smascherano traffico illecito tra Puglia e Toscana

Nell’ambito dell’operazione “Croce e Delizia” risultano indagate 14 persone. Sequestrate 16 tonnellate di prodotto sofisticato.

I carabinieri del Nas di Firenze, a conclusione
dell’indagine denominata “Croce e
Delizia” e coordinata dalla locale Procura della Repubblica, supportati da
militari del Nas di Foggia, dei Comandi provinciali CC di Firenze e Foggia,
nonché da personale dell’Ispettorato centrale repressione frodi, hanno dato
esecuzione a Montespertoli (Fi) e Cerignola (Fg) a un’ordinanza
applicativa di misura cautelare personale agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Firenze, nei
confronti di due soggetti, ritenuti rispettivamente responsabili dei reati di riciclaggio e ricettazione di ingenti quantità di olio di semi etichettato
fraudolentemente come olio extravergine di oliva, prodotto in Puglia e
immesso nel circuito commerciale toscano, a favore di numerosi operatori del
settore alimentare (ristoranti, bar, panifici, venditori all’ingrosso di
alimenti), dei quali undici compiacenti e nei cui confronti si procederà separatamente.
Contestualmente, a Impruneta e Castelfiorentino (Fi) è stata
notificata a due soggetti operanti nel settore alimentare un’ordinanza di divieto temporaneo di esercitare l’attività
imprenditoriale del commercio di prodotti alimentari per sei mesi.

L’attività investigativa ha permesso
di far emergere l’esistenza di un sodalizio criminale che gestiva il traffico
di ingenti quantitativi di olio di semi di soia sofisticato mediante l’aggiunta
di clorofilla e betacarotene, non dannoso per la salute umana, in modo da
renderlo simile all’olio extravergine di oliva e commercializzarlo con tale
qualità, generando un notevole profitto illecito.

Nell’inchiesta sono coinvolti, a
vario titolo, ulteriori dieci soggetti operanti nel settore (tra i quali sette “prestanome”,
utilizzati anche per sviare eventuali azioni investigative), indagati in
concorso nel reato per aver consentito l’utilizzo del marchio di società a loro
intestate da parte dell’arrestato a Cerignola, che conduceva materialmente la
sofisticazione e il confezionamento in lattine e bottiglie, apponendo etichette
delle menzionate società (inesistenti, o comunque non più operative).

Nel corso delle indagini, condotte
nelle province di Barletta-Andria-Trani, Firenze, Foggia, Pescara, Pisa e
Prato, è stato documentato il flusso commerciale di circa 50 tonnellate di olio
sofisticato, procedendo al sequestro di oltre 16 tonnellate, impedendone così
l’illecita immissione nel circuito commerciale e individuando, nel contempo, i
depositi dove lo stesso veniva temporaneamente stoccato, in attesa della
commercializzazione. Tra gli interventi più rilevanti eseguiti nel corso delle
indagini si segnalano l’intercettazione e il sequestro di un autocarro che
trasportava 5.500 litri di olio sofisticato, in transito nel capoluogo toscano
e destinato a rifornire un esercizio di ristorazione.

Redazione Nurse Times

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Enpapi: proroga al commissario straordinario D’amico

Stefania Mammì (M5S) “è tempo che anche gli infermieri possano lavorare in un clima sereno”

“Sono molto contenta che il Governo abbia firmato in tempo il decreto per la proroga del Commissario Straordinario D’Amico, assicurando, così, che le modifiche alla governance attuate in questi mesi dal commissario non vadano perdute. 

La categoria è già stata troppo umiliata negli anni dai gravi scandali che hanno colpito i vertici di Enpapi. É tempo che anche gli infermieri possano lavorare in un clima sereno senza timore che i loro contributi previdenziali possano finire nelle tasche di qualche mela marcia.

Con la proroga del Commissario straordinario si può finalmente aprire una nuova pagina con nuove elezioni che garantiscano legalità e trasparenza”, così Stefania Mammì, deputato del M5S.

Redazione Nurse Times
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San Marino, si avvicina la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo

Approvata la relativa istanza. Per il via libera definitivo si attende il completamento dell’iter parlamentare.

A San Marino è vicina la legalizzazione
della cannabis a scopo ricreativo,
dopo quella della cannabis medica, datata 2016. La relativa istanza è infatti
passata e, se l’iter parlamentare sarà completato, arriverà il via libera definitivo.

Nelle considerazioni preliminari si evidenzia come la Repubblica di San Marino sia uno degli Stati più proibizionisti e come il consumo di cannabis risulti, stando a recenti studi, molto meno dannoso rispetto a quello di alcol e tabacco, oltre a creare meno dipendenza. Si è inoltre sottolineato, sempre dati alla mano, che l’uso di cannabis non è propedeutico al consumo di droghe pesanti e che, nei paesi in cui è stata legalizzata, non risultano aumentati il consumo tra i giovani e gli incidenti stradali.

Altro
aspetto da tenere in considerazione è quello economico: i firmatari vedono
nella legalizzazione un’opportunità in termini di imposte, occupazione e turismo.
Nel testo, infatti, si parla di negozi da destinare alla vendita e
dell’apertura di locali sul modello dei coffee
shop olandesi. L’istanza si sofferma anche sulla questione dei limiti massimiper quanto
riguarda, ad esempio, la quantità per uso personale o per l’auto-produzione, e
si appella al legislatore per stabilire o eventualmente modificare le soglie.

Scendendo
nei dettagli, l’istanza approvata in queste ore chiede di permettere:

1) Il possesso per uso personale, fino a una quantità
massima da stabilire (orientativamente 30 grammi, prevedendo eventualmente
diversi limiti per residenti e non residenti in Repubblica), di derivati della cannabis a ogni
individuo maggiorenne (con “derivati della cannabis” si intende, qui e in
seguito, infiorescenze della pianta della cannabis, resine ed estratti di ogni
tipo prodotti a partire dalla pianta della cannabis, prodotti edibili
contenenti infiorescenze, estratti e/o resine della cannabis, e-liquid
contenenti cannabinoidi non sintetici).

2) Il consumo,
a ogni individuo maggiorenne, di derivati della cannabis in ogni luogo non
pubblico o non aperto al pubblico nel quale non vi sia presenza di minori, di
donne incinte o di chiunque faccia espressa richiesta di non volervi assistere,
nei “locali per la vendita e consumo sul posto” di cui al punto 4 e nelle
associazioni di cui al punto 6.

3) La produzione,
la lavorazione e la trasformazione della
cannabis al fine di ottenerne i derivati; prima della messa in vendita, questi
ultimi dovranno essere sottoposti a esami che ne accertino la non nocività
(volti a rilevare la presenza di pesticidi, muffe, micotossine, solventi,
metalli pesanti e quant’altro si ritenga necessario, e i contenuti di THC e
CBD).

4) La vendita,
prevedendo negozi destinati alla sola vendita (sul modello dei cannabis dispensaries statunitensi) e locali
destinati alla vendita e al consumo sul posto (sul modello dei coffee shop olandesi); la vendita potrà
avvenire solo verso individui maggiorenni, nel rispetto dei limiti relativi al
possesso per uso personale.

5) L’autoproduzione, ovvero la detenzione presso la propria residenza, di piante di cannabis fino a un numero massimo da stabilire (orientativamente 4 piante); la presenza di una coltivazione dovrà essere segnalata ad autorità competenti, così come la quantità di sostanza prodotta a ogni raccolto; la sostanza prodotta potrà superare in quantità i limiti relativi al possesso per uso personale e dovrà essere mantenuta nel luogo dove è avvenuta la coltivazione; solamente colui al quale è intestata la coltivazione potrà prelevare e portare appresso il prodotto frutto della stessa, o parte di esso, nel rispetto dei limiti relativi al possesso per uso personale.

6) L’associazioneal fine della coltivazione collettiva della cannabis (sulla falsariga dei Cannabis Social Club spagnoli) fino a un numero massimo di piante per associato in linea con i limiti relativi all’autoproduzione; la distribuzione di quanto prodotto dovrà avvenire tra i membri dell’associazione secondo quanto stabilito dallo statuto di quest’ultima.

Redazione Nurse Times

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