“Scusate, quanto costa un’ambulanza?” Sconosciuta di Loano dona assegno da 50.000 euro alla CRI

Una donna residente a Loano, in Liguria, ha compiuto un gesto di grande solidarietà e generosità nei confronti della popolazione.

La signora, in maniera del tutto inattesa, si è presentata presso la sede della Croce Rossa locale per porre una domanda insolita:

“Scusate, quanto costa un’ambulanza?”

La persona ha poi iniziato a conversare con i volontari raccontando di essere rimasta colpita dalle numerose notizie a danno delle pubbliche assistenze, spesso vittime di furti, danneggiamenti e veri e propri atti vandalici contro i mezzi di soccorso rivolti alla popolazione.

Ha poi voluto esprimere la proposta solidarietà nei confronti dei volontari, citando l’episodio di insulti a un volontario di origini africane accusato durante una sagra di ‘sporcare’ la divisa (della Cri) che stava indossando per prestare assistenza alle persone. 

A quel punto “Si è informata su quanto fosse stato raccolto fino a oggi per l’acquisto di un nuovo mezzo di primo soccorso, poi è uscita ed è andata in banca a vedere quanto potesse donare, lasciando la squadra in servizio un po’ sgomenta”, spiega la vicepresidente Sara Canepa.

“A nome del presidente Carlo Tironi, di tutto il consiglio direttivo, dei dipendenti, dei volontari e della intera associazione, i più grandi e sentiti ringraziamenti alla signora Derio per il suo bellissimo gesto. Cogliamo l’occasione per ringraziare anche tutti coloro che hanno contribuito donando sul conto dedicato all’acquisto di una nuova ambulanza”, conclude Sara Canepa.

Simone GussoniL’articolo “Scusate, quanto costa un’ambulanza?” Sconosciuta di Loano dona assegno da 50.000 euro alla CRI scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Il D.M 739, 14 settembre 1994 compie 25 anni: fare memoria aiuta a crescere nella consapevolezza

Il profilo professionale dell’infermiere compie 25 anni. Arriva al nostro indirizzo mail redazione@nursetimes.org il pensiero di Laura Baldassari

Voglio iniziare citando alcune parole che condivido profondamente

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza” (Antonio Gramsci, L’Ordine Nuovo, n. 1, 1° maggio 1919).

Credo che queste tre raccomandazioni siano importantissime anche oggi.

C’è bisogno di conoscenza, c’è bisogno di avere entusiasmo, prima di tutto per la vita e poi per la nostra professione, e c’è bisogno anche di organizzazione, perché non dobbiamo chiedere agli altri di farlo per noi e poi aspettarci che ci rappresentino “bene”. Ognuno di noi è un protagonista e perciò vogliamo fare memoria, ma non solo per ricordare; ricordare deve voler dire rileggere un fatto, una persona, uno scritto per poi trasportarlo nel presente, renderlo attuale, renderlo vicino, fare sì che possa trasmettere nuove emozioni.

La memoria non riguarda solo il passato: fare memoria significa avvicinarsi a fatti avvenuti nel passato per riviverli in qualche modo.

Di fronte ai continui ritardi e blocchi degli iter legislativi la professione ha raggiunto uno dei suoi momenti più alti di coesione e di unità.

La manifestazione del 1° luglio 1994 a Roma raccolse la partecipazione di oltre 50.000 infermieri arrivati da tutte le parti d’Italia.

Il lungo corteo romano rappresentò anche un momento di passaggio fondamentale per la costruzione di una nuova e più forte identità professionale: striscioni, cartelli, migliaia di palloncini mostrarono a tutti che gli infermieri di oggi erano lontani e diversi dagli stereotipi del passato.

Tutti gli slogan ruotavano intorno a questa consapevolezza:

“Infermiere qualificato, paziente tutelato”, “Vogliamo migliorare per assistere e curare”, ed anche, in una polemica ironica ma non priva di fondamento, “Signor dottore ho commesso un gran reato, ho pensato, ho pensato”.

Senza dimenticare anche gli obiettivi immediati: “Costa, Costa, vogliamo una risposta”. La pressione risulta vincente: il decreto che definisce il nuovo profilo viene approvato il 14 settembre 1994 e pubblicato in Gazzetta il 9 gennaio 1995. L’allora ministro della Sanità Raffaele Costa firmò il decreto ministeriale che definiva ruolo e funzioni degli infermieri professionali.

Il profilo professionale è la pietra miliare nel processo di professionalizzazione dell’attività infermieristica.

Il decreto ministeriale 739/94 riconosce l’infermiere responsabile dell’assistenza generale infermieristica, precisa la natura dei suoi interventi, gli ambiti operativi, la metodologia del lavoro, le interrelazioni con gli altri operatori, gli ambiti professionali di approfondimento culturale e operativo, le cinque aree della formazione specialistica (sanità pubblica, area pediatrica, salute mentale/psichiatria, geriatria, area critica).

Il profilo disegnato dal decreto è quello di un professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile. Analoga definizione dei campi di attività e delle competenze verrà successivamente stabilita anche per l’infermiere pediatrico (Dm 70/97) e per altri 20 profili professionali, tra cui figurano quello dell’assistente sanitario, dell’ostetrica, del terapista della riabilitazione, del tecnico di laboratorio ecc. L’attivazione del profilo si presenta come il banco di prova per verificare la compliance tra le aspirazioni e le potenzialità degli infermieri, che sono chiamati ad assumere – anche formalmente – la responsabilità di gestire autonomamente il processo assistenziale, dal momento decisionale a quello attuativo, valutativo e di confronto.

Fare memoria vuol dire richiamare gli eventi accaduti nel
loro permanere attuale; non ci sarebbe l’oggi se non ci fossero stati gli
eventi descritti e né ci sarebbero le leggi. E di norme innovative ce ne sono
state tante in questi venticinque anni.

La memoria, quindi, apre al futuro e al tempo stesso attesta una fedeltà a eventi e verità, che in quanto tali diventano storia. Diceva il filosofo francese Marc Alain: “ricordati del tuo futuro”; quindi, fa’ memoria perché così ti apri veramente al futuro.

Fare memoria aiuta a crescere nella consapevolezza.

In ultima analisi per noi infermieri fare memoria significa, quindi, acquisire consapevolezza e fare in modo che la memoria diventi un “grembo” capace di generare nuove realtà e un ulteriore impulso alla crescita.

Non è retorica, perché la crescita della nostra professione
si basa proprio sulla consapevolezza, sull’identità, sul credere in quello che
siamo; in una parola sull’esserci.

Gandhi diceva:

“Non scusarti mai per quello che sei; molte persone, specialmente quelle ignoranti, ti vogliono punire per aver detto la verità, per essere stato leale e per essere te stesso; non scusarti mai per essere stato leale e per essere anni avanti al tuo tempo; se sei nel giusto e se lo sai, parla liberamente di quello che pensi, anche se sei l’unico rappresentante di una minoranza. La verità è ancora la verità”.

Laura Baldassari
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Buon compleanno Profilo Professionale dell’Infermiere: 25 anni fa entrava in vigore il DM 739

Il 14 settembre 1994 entrava in vigore il DM 739 “Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere”.

Con questo decreto veniva ufficialmente definito che cosa fosse la figura dell’infermiere e quale fosse il suo profilo professionale.

Nell’articolo 1 veniva per la prima volta specificato come l’infermiere fosse “il responsabile dell’assistenza generale infermieristica”, facendo trapelare un certo grado di autonomia, nonostante la sopravvivenza del famigerato “mansionario” abrogato 5 anni dopo con la legge 42/99.

Quest’oggi ricorre dunque il 25° compleanno del Profilo Professionale dell’infermiere. Auguriamo un “buon compleanno” a tutti i colleghi, con la speranza che la nostra professione possa ulteriormente evolvere dal punto di vista professionale, contrattuale e remunerativo.

Simone GussoniL’articolo Buon compleanno Profilo Professionale dell’Infermiere: 25 anni fa entrava in vigore il DM 739 scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Sindrome allergica ed Infarto del Miocardio: la Sindrome di Kounis

Sindrome allergica ed Infarto del Miocardio: la Sindrome di Kounis

Le allergopatie e la loro diagnosi presentano spesso delle  caratteristiche e degli aspetti particolari, che, in virtù della loro peculiarità, possono portare il sanitario ( anche esperto) a sottostimare dei segni ad essa correlati.

Un esempio lampante di una sindrome verosimilmente “sottodiagnosticata” è la di Sindrome di Kounis.

La Sindrome di Kounis è un quadro sindormico degno di attenzione che si manifesta con ischemia miocardica e/o infarto del miocardio a seguito di uno spasmo coronarico di natura allergica.

Il riconoscimento dello stato morboso precoce diventa significativo poiché la presa in carico del paziente quando inquadrata per tempo eviterebbe un reale evento avverso infausto: l’arresto cardiaco.

La patogenesi è data dal vasospasmo delle arterie epicardiche, dovuto all’intervento in gioco dei mediatori della flogosi(istamine, proteasi come triptasi e chinasi o prodotti del metabolismo dell’acido arachidonico), liberati a seguito dell’acuzie allergica. Quindi la degranulazione dei mastociti in situ avrebbe un ruolo critico e centrale.

Essendo un episodio legato all’evento allergico, generalmente,  le coronarie studiate (se sane e non già esposte ad insulto di placche ) con metodo angiografico appariranno pervie e sane.

L’approccio terapeutico è sostanzialmente orientato
al trattamento del doppio prodotto che si innesca reazione allergica/ipotensione.

La Sindrome di Kounis è conosciuta anche come angina allergica e si previene mediante l’adozione di tutte le accortezze chesi adoperano nel soggetto allergico, ovverossia l’evitare il contatto con alimenti, farmaci e /o elementi in grado di innescare la reazione allergica propriamente detta.

In letteratura sono riportati casi di prevalenza di tale sindrome postumi a punture di imenottero o a seguito di assunzione di antibiotici beta-lattamici (anche se corredati di inibitore delle beta-lattamasi).

CALABRESE
Michele.

Fonte:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26966931

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FNOPI: “Buon lavoro a Sileri e Zampa. Gli infermieri pronti a collaborare”

Nominati viceministro della Salute Pierpaolo Sileri del M5S e sottosegretario Sandra Zampa del PD

Sileri parlamentare del M5s, attuale presidente della commissione Sanità del Senato, è il nuovo viceministro alla Salute.Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1998 presso l’Università di Roma Tor Vergata, ha conseguito la specializzazione e il Dottorato di ricerca in Robotica e scienze informatiche applicate alla chirurgia, è un chirurgo specializzato nelle patologie dell’apparato digerente, ha contribuito a più di 270 pubblicazioni scientifiche.

Sandra Zampa è giornalista ed ex deputata dem. È stata, inoltre, vicepresidente del Partito Democratico. Dalla fine del secondo mandato parlamentare è consulente giuridico esperto in diritti umani dell’infanzia e dell’adolescenza presso il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU); è esperto aggiuntivo presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri; è vice presidente del Consiglio Italiano dei Rifugiati.

In una nota la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), che conta oltre 450mila iscritti di cui 270mila alle dipendenze del Servizio Sanitario Nazionale augurano buon lavoro al viceministro e sottosegretario:

“Buon lavoro al viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, di cui abbiamo apprezzato il lavoro sin qui svolto a tutela dei diritti dei pazienti e a sostegno della valorizzazione e sviluppo della professione infermieristica, e al sottosegretario Sandra Zampa, da sempre sensibile al tema dei diritti umani, dell’infanzia e dell’adolescenza e per questo figura di sicuro riferimento per i tanti infermieri pediatrici che rappresentiamo”.

Di seguito la lista dei Sottosegretari

Presidenza del ConsiglioMario Turco – programmazione economica e investimentiAndrea Martella – editoriaGianluca Castaldi – rapporti con il ParlamentoSimona Flavia Malpezzi – rapporti con il ParlamentoLaura Agea – affari europeiEsteri e cooperazione internazionaleEmanuela Claudia Del Re – viceministroMarina Sereni – viceministroManlio Di StefanoRicardo Antonio MerloIvan ScalfarottoInternoVito Claudio Crimi – viceministroMatteo Mauri – viceministroCarlo SibiliaAchille VariatiGiustiziaVittorio FerraresiAndrea GiorgisDifesaGiulio CalvisiAngelo TofaloEconomiaLaura Castelli – viceministroAntonio Misiani – viceministroPier Paolo BarettaMaria Cecilia GuerraAlessio Mattia VillarosaSviluppo economicoStefano Buffagni – viceministroMirella LiuzziGian Paolo ManzellaAlessia MoraniAlessandra ToddePolitiche agricole alimentari e forestaliGiuseppe L’AbbateAmbiente e tutela del territorio e del mareRoberto MorassutInfrastrutture e trasportiGiancarlo Cancelleri – viceministroSalvatore MargiottaRoberto TraversiLavoro e politiche socialiStanislao Di PiazzaFrancesca PuglisiIstruzione, università e ricercaAnna Ascani – viceministroLucia AzzolinaGiuseppe De CristofaroBeni e attività culturali e turismoLorenza BonaccorsiAnna Laura OrricoSalutePierpaolo Sileri – viceministroSandra Zampa
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