Sigarette elettroniche, Anafe Confindustria su decesso in usa: in Italia mercato regolamentato e prodotti sicuri

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Anafe Confindustria l’Associazione Nazionale Produttori Fumo Elettronico in seguito alla pubblicazione del nostro articolo dal titolo “Primo morto a causa dell’uso della sigaretta elettronica in USA”

Roma, 30 agosto 2019. “La morte dell’uomo, al di là degli aspetti ancora da chiarire, non si può certo attribuire all’utilizzo della sigaretta elettronica. In questo caso, infatti, ad essere stato fatale è con ogni probabilità l’uso di marijuana, peraltro proveniente dal mercato illegale. L’uso che in questo caso ne è stato fatto non è di certo riconducibile ad un normale e, soprattutto, consapevole utilizzo del device”.

E’ quanto dichiara Umberto Roccatti, Presidente di Anafe, l’Associazione Nazionale Produttori Fumo Elettronico aderente a Confindustria – tornando sul caso del primo presunto decesso di un uomo negli USA che sarebbe stato causato dall’utilizzo di una e-cig.

“E’ importante fare chiarezza e rassicurare i consumatori” aggiunge Roccatti. “Nel nostro Paese – sottolinea – le regole sono rigide e ogni prodotto immesso sul mercato è sottoposto ad analisi estremamente approfondite. Ma soprattutto, il consumatore finale è sempre ben informato sui rischi del fai da te, pratica pericolosa che scoraggiamo con forza. Per questo motivo, ribadiamo l’importanza per i consumatori di rivolgersi solo ai punti vendita autorizzati dove è possibile acquistare prodotti sicuri e certificati”.

“Se da una parte è necessaria la dovuta cautela sulla vicenda, considerato che sono in corso le indagini da parte delle autorità, dall’altra si deve anche ricordare che, di tabagismo, muoiono circa 8 milioni di persone al mondo ogni anno ed è questo il vero allarme di cui si parla sempre troppo poco. Creare un allarme ingiustificato sulla e-cig vuol dire instillare ulteriori dei dubbi nella testa di quei milioni di fumatori che ancora non riescono a sottrarsi alla dipendenza da nicotina e vedono una concreta speranza proprio nella sigaretta elettronica che, come riconosciuto da autorevoli autorità sanitarie, come quelle inglesi, e importanti esponenti della comunità scientifica è del 95% meno dannosa delle sigarette tradizionali” conclude Roccatti.

Redazione NurseTimes
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In PS per un mal di denti: devasta il Triage e minaccia il personale dopo alcuni minuti di attesa

L’aggressione numero 71 ai danni del personale sanitario è stata denunciata dall’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”

Lo spiacevole episodio è accaduto questa notte, intorno alle ore 1:48 quando un paziente accompagnato dai genitori si è presentato presso il Triage del Pronto Soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli per quello che viene comunemente definito “mal di denti”.

Il bambino è stato registrato al triage per odontalgia ricevendo un meritato codice bianco.

Ma dopo 3 minuti esatti di attesa “il padre (SDD) iniziava ad urlare e picchiare con forza la porta e il vetro del triage, fino a provocare la rottura con un violento calcio del supporto della porta, spaventando gli altri bambini presenti in attesa.”

Lo spettacolo grottesco dell’uomo è continuato poi con insulti al personale sanitario. Le attenzioni dello squilibrato sono state principalmente rivolte all’infermiera di turno che ha tentato invano di spiegare le regole del triage, ricevendo in risposta parole quali “moccosa, guarda sta str…a che scrive tutt sti cos’, t’accir, i’ nun facc’ a fila”.

Il padre di famiglia ha poi inveito contro le guardie giurate, minacciando di tornare armato di pistola.

La situazione è poi ulteriormente degenerate, costringendo il personale sanitario a barricarsi in un ambulatorio dovendo forzatamente abbandonare il resto dei pazienti.

Quando ha udito le guardie giurate chiamare le forze dell’ordine il padre ha ricominciato ad urlare: “chiamm pure, tanto domani sto di nuovo libero e vi ammazzo tutti”. Non appena arrivava la polizia, il gentiluomo è fuggito dall’ospedale dimenticandosi di moglie e figlia al triage.

La donna si è da subito mostrata collaborativa e, sollecitata dalla polizia, a cercato insistentemente di telefonare al marito che nel frattempo si era nascosto e rifiutava di lasciare i propri dati per paura o vergogna.

“La polizia, riportando l’ordine, ha refertato quanto successo così che il pronto soccorso ha potuto riprendere l’attività e visitare anche la paziente in questione. Il sig SDD ha cambiato completamente atteggiamento dopo l’arrivo della polizia, che però non ha sporto denuncia per danneggiamento di beni pubblici e rallentamento delle attività di soccorso”, conclude il comunicato dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”.

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Un cane è la terapia, intensiva ad Eboli

Si parla di buona sanità ad Eboli, ed era ora, un recente episodio rinsalda la fiducia tra gli operatori sanitari e l’utenza

Un cane di colore bianco, di razza maltese toy, ha fatto visita alla sua padroncina tra le asettiche mura della rianimazione di Eboli. Un evento, impensabile fino a qualche mese fa, che ha regalato immagini agli occhi ed emozioni alle anime dei protagonisti ma anche degli operatori che, dopo averlo fortemente voluto, hanno potuto assistere a questo incontro inusuale.

La gioia ha permeato gli ambienti della rianimazione ed ha lenito le sofferenze che sono solite albergarvi. La felicità affettuosa che passava dagli occhi del cagnolino a quelli della padroncina e viceversa hanno sicuramente giovato nella battaglia contro la malattia.

Tutto è avvenuto perché è stato fortemente voluto dal  dirigente e dal coordinatore infermieristico dell’unità operativa complessa di Rianimazione e Terapia intensiva: il dr. Fernando Chiumiento ed il dr. Antonio Ristallo. L’adesione entusiastica e la collaborazione del personale infermieristico ha permesso di superare le difficoltà rendendo sicura, igienica e priva di rischi per tutti la visita inusuale dell’ospite peloso.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la sensibilità dimostrata dal Direttore Generale dell’Asl  dr. Mario Iervolino, dal Direttore Sanitario dell’Ospedale di Eboli dr. Mario Minervini e dal Direttore Sanitario Aziendale dr. Ferdinando Primiano che hanno autorizzato la procedura .Questa “innovazione terapeutica”, definita con un termine anglosassone “pet visiting” fa parte di un progetto più ampio e condiviso.

La Rianimazione dell’ospedale di Eboli ha aderito da due anni circa al progetto “Intensiva 2.0” che si propone di sviluppare su tutto il territorio nazionale un vasto  network di terapieintensive per condividere un cambiamento culturale che nasce dalla comunicazione con i familiari e ponendosi  come obbiettivo l’umanizzazione delle cure attraverso un’alleanza terapeutica tra operatori, familiari e pazienti. Nella stessa ottica si cerca di consentire, quando possibile,  la presenza costante dei familiari al capezzale dei degenti e, finora, i feedback sono estremamente positivi.

L’alleanza tra umanità e tecnologia potrebbe rivelarsi l’arma vincente nell’assistenza del terzo millennio.

Massimo Arundine
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Asl Cuneo 2: concorso pubblico per operatore socio sanitario

Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo indeterminato di n. 12 posti di operatore socio sanitario – CAT. BS

In esecuzione della determinazione n. 903 del 21/08/2019 è indetto concorso pubblico per titoli ed esami, in conformità alla vigente normativa concorsuale, per la copertura a tempo indeterminato di: n. 12 posti di operatore socio sanitario – CAT. BS

Ai posti messi a concorso si applica una riserva di n. 6 posti, a favore dei militari delle Forze Armate, congedati senza demerito dalla ferma breve o dalla ferma prefissata, così come previsto dall’art. 1014 e dall’art. 678 comma 9 del D.Lgs. 15.03.2010 n. 66.

In carenza o inidoneità dei riservatari, i posti saranno conferiti ai candidati non riservatari. Alla stessa posizione funzionale è attribuito il trattamento economico previsto dalle disposizioni di legge nonché dagli accordi nazionali sindacali in vigore per il personale del Servizio Sanitario Nazionale. La procedura per l’espletamento del concorso in argomento è disciplinata dalle norme di cui al D.P.R. n. 27.03.2001 n.220.

Il termine utile per la presentazione delle domande scade alle ore 24,00 del 30° giorno successivo alla data di pubblicazione dell’estratto del presente bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Pubblicato sul B.U.R. n. 35 del 29/08/2019. In attesa della pubblicazione sulla G.U.

Le domande di partecipazione alla selezione, dovranno essere presentate esclusivamente in forma telematica connettendosi ad apposito link tramite il seguente percorso:

http://www.aslcn2.it/concorsi-avvisi/

E’ richiesto il versamento del contributo per il concorso – non rimborsabile – di €. 10.00 (dieci euro). Il versamento può essere effettuato sul conto corrente bancario, intestato a: AZIENDA SANITARIA LOCALE CN2 Alba Bra, causale: CONTRIBUTO SPESE CONCORSUALI, codice IBAN: IT28O0311122501000000033116.

Redazione NurseTimes

Allegato

Bando concorso Oss e Fac simile domanda
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Arresto cardiaco sul treno delle bici: decisivo l’intervento dell’infermiera Serena Antonioli

Si chiama Serena Antonioli ed è un’infermiera di 46 anni originaria di Ravenna. Era presente anche lei martedì sul treno delle bici quando uno dei passeggeri ha accusato un grave malore rendendo necessario il compimento di quelle che sono sembrate interminabili manovre salvavita.

La 40enne che stava percorrendo la tratta compresa da Lienz a Dobbiaco con suo marito e sua figlia di 6 anni non deve la vita esclusivamente al medico citato da tutte le testate giornalistiche, ma lo deve principalmente a questa infermiera.

Immediatamente il marito della vittima dell’arresto cardiaco e gli altri passeggeri si sono prodigati per cercare un medico fra le carrozze, ma la prima a rispondere all’appello è stata Serena Antonioli, infermiera presso il Servizio Cardiologico all’Ospedale Santa Maria delle Croci da vent’anni e volontaria per l’Associazione di prevenzione cardiologica Cuore e Territorio.

“Ho sentito quella richiesta d’aiuto disperata e mi sono alzata: a due vagoni di distanza dal mio c’era questa giovane donna a terra, priva di sensi, intorno a lei tanti passeggeri assiepati e spaventati –  spiega Antonioli -. Un uomo le teneva i piedi sollevati. Dalla palpazione ho sentito che non c’era il polso carotideo e ho subito fatto presente al marito che la donna si trovava in arresto cardiaco, così ha iniziato immediatamente ad eseguire il massaggio cardiaco.

Nel frattempo è arrivato un giovane medico romano che ha allontanato l’uomo, lo ha sostituito nel massaggio e ha eseguito una prima ventilazione bocca a bocca, lasciando poi a me quest’ultimo compito, che nel frattempo facevo le opportune valutazioni del caso. La ventilazione bocca a bocca non è obbligatoria secondo i protocolli, ma in una situazione di tale emergenza ho valutato che fosse il caso di correre il rischio.

Ho raccomandato al marito di spiegare telefonicamente al soccorso sanitario che alla prima fermata del treno doveva arrivare un’ambulanza con defibrillatore a bordo”.

La donna aveva manifestato un dolore scapolare e precordiale già durante l’escursione in bici, ma alcuni minuti dopo la situazione sembrava essersi risolta spontaneamente. Più tardi però, quanto accaduto sul treno ha evidenziato un problema molto più serio.

“E’ stata una manovra impegnativa, durata qualche decina di minuti, ma al termine di essa il cuore della donna ha ripreso a battere. Il nostro sollievo è stato tanto e anche quello dei passeggeri che hanno assistito alla scena”, conclude Serena. I soccorritori sono stati salutati da tutti con un lungo applauso e gli operatori sanitari giunti in elicottero alla stazione successiva, dopo aver intubato la 40enne, attualmente ricoverata in Austria, non hanno risparmiato complimenti e ringraziamenti.

Simone GussoniL’articolo Arresto cardiaco sul treno delle bici: decisivo l’intervento dell’infermiera Serena Antonioli scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.