Ipab “Suor Diodata Bertolo”, Sandrigo (Vicenza): avviso pubblico per infermiere

Bando di selezione pubblica per la formazione di una graduatoria di personale a tempo determinato con profilo professionale di Infermiere (cat. C, pos.econ. C1).

E’ indetta una selezione pubblica per la formazione di una graduatoria di personale a tempo determinato con profilo professionale di Infermiere (cat. C, pos.econ. C1).

Requisiti di ammissione: Laurea in Scienze Infermieristiche o equipollente e iscrizione all’Albo professionale.

Termine di presentazione delle domande: ore 12.30 del giorno 23/09/2019.

Per informazioni rivolgersi alla Segreteria dell’Ente (0444/756492); per il testo integrale del bando e lo schema di domanda di partecipazione consultare il sito: www.diodatabertolo.it.

Redazione NurseTimes

Allegato

Bando di Selezione
L’articolo Ipab “Suor Diodata Bertolo”, Sandrigo (Vicenza): avviso pubblico per infermiere scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Brescia, muore dopo 31 anni di stato vegetativo: il commovente ricordo dei genitori

È morto dopo uno stato di coma durato oltre 31 anni Ignazio Okamoto, vittima di un incidente automobilistico che ha cambiato per sempre la sua vita e quella dei propri famigliari.Era rimasto gravemente ferito in seguito ad uno scontro avvenuto nella notte tra il 19 e 20 marzo del 1988 nei pressi di Nogarole Rocca, in provincia di Verona.

Il padre Hector, messicano di origini giapponesi, ha voluto divulgare la notizia del decesso per rendergli onore. Aveva rinunciato al lavoro subito dopo la disgrazia per poter assistere continuamente il giovane.

“Era necessario, non potevamo assumere un infermiere e abbiamo scelto di non lasciarlo in una struttura”, racconto il padre ai microfoni de “Il Corriere della Sera”.

“Non eravamo preparati, ma sono diventato cuoco, infermiere e anche fisioterapista per mio figlio. I primi anni sono stati molto duri, la vita ci è cambiata completamente. Non so dirle quanto si accorgesse di ciò che accadeva attorno al suo letto, ma segni di reazione ne ha sempre avuti. All’inizio lo pregavo di non piangere, gli dicevo ‘Ignazio, ho bisogno che tu sia coraggioso’ e lo è stato”.

Attraverso le parole ed i ricordi dei genitori è possibile comprendere quanto amore abbiano provato per il proprio figlio nonostante le condizioni non ottimali nel corso di questi anni: “Ma a me bastava che mio figlio mi sorridesse. Forse non l’ha mai fatto davvero, ma lo vedevo sereno, e mi bastava. Ce ne siamo accorti in ospedale e rischiando abbiamo firmato per togliergli la tracheotomia. Siamo riusciti ad alimentarlo fino alla fine”. 

I due hanno fornito ulteriori interessanti particolari al loro racconto: “Noi abbiamo fatto ciò che per noi era naturale, ce lo sentivamo dentro: volevamo che nostro figlio restasse in casa, siamo riusciti ad accudirlo prima con l’aiuto della Caritas, poi con i volontari, ma porto il massimo rispetto per chi ha deciso di percorrere strade diverse”. Al funerale di Ignazio ha partecipato anche Alessandro, il ragazzo che guidava l’auto in quella tragica notte e che ha sempre pregato per un suo risveglio.

Simone GussoniL’articolo Brescia, muore dopo 31 anni di stato vegetativo: il commovente ricordo dei genitori scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

APSP Fondazione Emilia Muner De Giudici Di Pradamano: concorso pubblico per Oss

Concorso pubblico, per soli esami, per la copertura di quattro posti di operatore socio-sanitario, categoria B, a tempo indeterminato e pieno trentasei ore settimanali, con riserva di due posti a favore del personale interno

In esecuzione della determinazione del direttore generale  n.  95 del 1° agosto 2019 e a seguito della stipula della convenzione per la gestione  associata delle procedure per l’accesso all’impiego dall’esterno tra  le  aziende pubbliche di servizi alla persona «Fondazione E. Muner De Giudici» di Pradamano (Ente capofila) e «Casa di riposo Giuseppe Sirch» di San Pietro al Natisone è stato  indetto il concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di  quattro posti di operatore socio sanitario, cat. B, livello economico super iniziale  –  C.C.N.L. Comparto sanità 2016-2018 – a tempo indeterminato, orario di lavoro a tempo pieno, con riserva di  due posti a favore del personale interno dell’ASP «Fondazione E. Muner De Giudici», ai sensi dell’art. 52, comma 1-bis 165/2001 come introdotto dall’art. 62  del  decreto legislativo n. 150/2009,  riservati al personale interno  dell’A.S.P. «Fondazione E. Muner De Giudici» appartenente alla categoria B,  con il profilo professionale di operatore addetto all’assistenza di base,  purché in possesso dei requisiti specifici per l’ammissione alla procedura  concorsuale di cui all’art. 2 del presente bando di concorso.

I candidati vincitori verranno assunti  dall’ASP  «Fondazione  E. Muner De Giudici». La graduatoria comunque verrà utilizzata da entrambe gli enti per la copertura di ulteriori posti che si rendesse necessario ricoprire.

Titolo di studio richiesto: diploma di istruzione secondaria di primo grado (licenza media) o l’assolvimento dell’obbligo scolastico, ovvero provvedimento di equipollenza del titolo conseguito all’estero e rilasciato dagli organi competenti;

Titolo specifico: attestato  di  qualifica  di  operatore  socio sanitario, conseguito ai sensi dell’accordo Stato regioni e  province autonome di Trento e Bolzano del 22 febbraio  2001,  e  recepito  con D.G.R. n. 1879 dd. 31 maggio 2001 con cui sono state  recepite  dalla regione Friuli Venezia Giulia le disposizione in esse
contenute;

I requisiti prescritti  devono  essere  posseduti  alla  data  di scadenza  del  termine  stabilito  nel  bando  di  concorso  per   la presentazione della domanda di ammissione.

Il Bando completo, è pubblicato all’albo  ufficiale  dell’A.S.P. «Fondazione Emilia Muner De Giudici» di  Pradamano (UD),  e  sul  sito internet www.fondazionemuner.it nella sezione concorsi e avvisi.

Termine per la presentazione delle domande: 4  settembre 2019, ore 12,00.

La domanda di  ammissione,  redatta  in  carta  semplice,  dovrà essere  indirizzata  al  Servizio  gestione  risorse  umane  dell’ASP «Fondazione Emilia Muner De Giudici» di  Pradamano  (UD),  via  della Libertà, 19 – 33040 Pradamano  (UD)  e  presentata,  con  una  delle seguenti modalità:

direttamente all’Ufficio protocollo  della stessa Azienda, dalle ore 9,00 alle ore 12,00  di  tutti  i  giorni  dal  lunedì  al venerdì. All’atto della presentazione a mano  della  domanda, sarà rilasciata apposita ricevuta; spedita a  mezzo  posta  elettronica  certificata   (PEC), all’indirizzo asp.munerdegiudici@legalmail.it e corredata da copia di un documento di identità in corso di validità del sottoscrittore; spedita a mezzo  raccomandata  con  avviso  di  ricevimento, indirizzata a:  A.S.P.  «Fondazione  Emilia  Muner  De  Giudici»  di Pradamano (UD), via della Libertà, 19 – 33040 Pradamano (UD);  e dovrà in ogni caso pervenire all’Ufficio protocollo entro il termine perentorio del giorno 4 settembre 2019 alle ore 12,00, a pena di esclusione.

Per informazioni i  candidati  potranno  rivolgersi  al  Servizio gestione risorse umane dell’ASP «Fondazione Emilia Muner De Giudici», telefonando al numero 0432-671684, int. 6.

Redazione NurseTimes

Allegato

Bando Concorso Oss
L’articolo APSP Fondazione Emilia Muner De Giudici Di Pradamano: concorso pubblico per Oss scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Fnopi “Sul territorio il futuro dell’assistenza è nelle micro-équipe tra medico e infermiere di famiglia”

Federazione Infermieri “Ogni professionista della salute è fondamentale nel Ssn”

Il futuro del Servizio sanitario nazionale e quello di un’assistenza a misura di cittadino, è nella multi-professionalità: ogni figura, ogni professionista della salute in questo gioca un ruolo essenziale e importantissimo perché il castello della salute sia stabile e indistruttibile e abbia come suo apice gli assistiti e il loro assoluto benessere. In questo ogni professionista è una carta importante, senza la quale il castello inesorabilmente crolla.

“E’ un segnale evidente ormai quello che è emerso anche nei giorni scorsi dal Meeting della Salute che si è svolto all’interno del Meeting dell’amicizia di Rimini che si è concluso ieri – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli orini delle professioni infermieristiche (FNOPI) -. Un segnale che ci auguriamo sia tenuto nella debita considerazione a livello di Governo anche nel post crisi”.

“Sono due le evidenze emerse. La prima – sottolinea Mangiacavalli – è che il vero male sta nella mancanza di una educazione sanitaria tale da far capire alle persone che si devono affidare con fiducia a chi è formato per assisterli, senza autodiagnosi e ‘assistenza fai-da-te’, per evitare pericolosi errori che portano a diagnosi ritardate, a un’assistenza spesso incompleta e a un ricorso improprio al pronto soccorso. Si dovrebbe quindi dare più spazio a educazione sanitaria e prevenzione e in questo ormai da anni gli infermieri sono in prima linea e offrono la loro professionalità e la loro vicinanza continua con i cittadini”.

“Poi, seconda evidenza importantissima – ricorda la presidente FNOPI – su cui la nostra Federazione ha puntato con forza negli ultimi mesi, è la realizzazione omogenea su tutto il territorio nazionale dell’infermiere di famiglia e comunità, presente oggi sia nelle bozze del Patto per la Salute in discussione con le Regioni e che deve essere portato al più presto al termine, sia anche in alcuni disegni di legge presentati in Parlamento che non si devono perdere nelle pieghe della crisi. L’infermiere di famiglia è un vero e proprio welfare manager dove il medico di famiglia è il clinical manager dei pazienti perché dopo la giusta diagnosi e la scelta della migliore terapia il paziente ha assoluta necessità di essere seguito, guidato e aiutato nei suoi bisogni di salute con un approccio proattivo e trasversale, prerogative queste della professione infermieristica”.

“L’infermiere di famiglia a fianco al medico di famiglia – spiega – realizza con questo vere e proprie micro-équipe sul territorio che sono davvero a fianco del paziente, ciascuno con il suo ruolo nel rispetto delle singole professionalità”.

“Ora le azioni da compiere con urgenza – conclude Mangiacavalli –  sono quella di sistematizzare sia l’attività del medico di famiglia, come sta avvenendo nella revisione della convenzione nazionale, sia l’istituzione dell’infermiere di famiglia, che nelle Regioni benchmark ha già dimostrato, come anche illustrato ampiamente a Rimini proprio dalle stesse Regioni, la sua importanza e la sua efficacia, ottenendo risultati eccellenti in un nuovo modello di assistenza che per la mutata epidemiologia della popolazione, sempre più anziana e caratterizzata da patologie croniche, tutti sanno essere quello del futuro”.

Redazione NurseTimes
L’articolo Fnopi “Sul territorio il futuro dell’assistenza è nelle micro-équipe tra medico e infermiere di famiglia” scritto da Redazione Nurse Times è online su Nurse Times.

Opi Torino e Assinp celebrano la ricorrenza della santa patrona degli infermieri peruviani

È un sodalizio che si consolida anno dopo anno, quello “siglato” tra Opi Torino e gli infermieri peruviani

A maggio questi ultimi avevano partecipato numerosi – con uno stand tutto loro – a “Infermierinfesta”, la Giornata internazionale dell’infermiere che si è svolta a Grugliasco presso il parco “Le Serre”.

Sabato 23 agosto invece, presso la Parrocchia di santa Rosa da Lima a Torino, si è svolta per il secondo anno consecutivo la Messa di commemorazione della Patrona degli infermieri peruviani: fu proprio Santa Rosa da Lima la prima sudamericana ad essere canonizzata nel 1672 da Clemente X.

Nata nel 1586 da genitori spagnoli e battezzata col nome di Isabella, venne presto chiamata Rosa. E già da bambina mostrò i segni di quella vocazione che la porterà ad entrare, a vent’anni, nell’ordine di San Domenico. Ricordata per la sua vita ascetica e per le visioni mistiche, la sua vicenda umana e spirituale è accostata a quella di Caterina da Siena. Morta nel 1617, venne beatificata nel 1668 e proclamata – due anni dopo – patrona principale d’America, delle Filippine e delle Indie Orientali.

Per ricordare la sua figura, anche quest’anno l’associazione Assinp si è fatta promotrice della ricorrenza animando la Santa Messa, cui è seguita una cena di gala. La funzione religiosa è stata celebrata dal cardinale Severino Poletto, Arcivescovo emerito di Torino, e ha visto la partecipazione di Cesar Jordan in rappresentanza del Console Generale del Perù a Torino, di una rappresentanza dell’OPi Torino con la vice presidente Monica Rolfo e il consigliere Ivan Bufalo, e della presidente dell’associazione Assinp Elvira Paredes.

«In una società sempre più multietnica – spiega Monica Rolfo – è fondamentale condividere pensieri, ideologie e culture con un unico obiettivo: quello di saper accogliere la persona che presenta un problema di salute, migliorarne la presa in carico e la qualità dell’assistenza nella quotidianità. Il confronto e la sinergia tra professionisti non può che portare a una crescita e un arricchimento professionale con una ricaduta positiva sulla persona assistita».

Gli infermieri peruviani in Italia tramite l’Assinp che li rappresenta, costituiscono un significativo esempio di come si possa mantenere una identità con una appartenenza profonda alle proprie radici nazionali all’interno di una intera comunità professionale con comportamenti ed obiettivi comuni. Fondato nel 2009 a Milano e poi cresciuta a Torino e Roma, il sodalizio conta un numero elevato di iscritti: «Nei prossimi anni – scrive l’associazione peruviana in un comunicato – si punterà sulla qualità della formazione in infermieristica e, soprattutto, lavoreremo incessantemente sulla prevenzione e sulla promozione della salute, partendo del diabete e passando per l’infermieristica comunitaria».

Redazione NurseTimes

L’articolo Opi Torino e Assinp celebrano la ricorrenza della santa patrona degli infermieri peruviani scritto da Marianna Di Benedetto è online su Nurse Times.