Gli infermieri di Lampedusa si auto-tassano per comprare vestiti, scarpe e giocattoli per i piccoli migranti sbarcati dalla nave Open Arms

I gemellini Ani e Mussa sono riusciti s sbarcare dalla nave Open Arms e, dopo due settimane, ad ottenere un cambio pulito.Tutto ciò è stato reso possibile grazie agli infermieri del reparto di pediatria dove si trovano ora ricoverati.

I professionisti hanno difatti realizzato una raccolta di fondi in reparto per comprare vestiti, pannolini, sonagli e giocattoli.

“Ci siamo autotassati per comprare il necessario”, racconta una delle infermiere che si è presa cura dei due bambini di 8 mesi.

Si è trattata di una vera e propria colletta solidale, alla quale sarebbero intenzionati a partecipare anche gli stessi cittadini in futuro.

I due bimbi stanno ricevendo le cure necessarie per lenire le ferite al ventre e all’inguine provocate dall’acqua di mare, dal caldo e dalla mancanza di igiene a bordo dell’imbarcazione.

“Piangono forte durante le medicazioni, ma le coccole che ricevono dalle infermiere e dalle mamme degli altri bambini ricoverati riescono a farli calmare velocemente.”

Simone GussoniL’articolo Gli infermieri di Lampedusa si auto-tassano per comprare vestiti, scarpe e giocattoli per i piccoli migranti sbarcati dalla nave Open Arms scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Infermieristica tra i percorsi accademici più ambiti:“Il 98,8% dei laureati ottiene un posto di lavoro sicuro”

Nonostante il corso di laurea più ambito in assoluto, numeri alla mano, sia diventato quello per diventare fisioterapista, infermieristica mantiene sempre il suo fascino tra i giovani che hanno da poco terminato l’esame di maturità.

A spiegare perché valga la pena intraprendere il percorso universitario per diventare infermiere è la direttrice del corso Anna Brugnolli presso il Polo universitario delle professioni sanitarie, realizzato a Trento in collaborazione con l’Università di Verona. 

Secondo il mensile “Panorama della sanità” entro pochi anni potrebbero andare in pensione un migliaio di infermieri in Trentino. In tale situazione l’assessore regionale Claudio Cia, che si professione è proprio infermiere in aspettativa, auspica che la giunta Fugatti prenda in seria considerazione la necessità di valorizzare la professione col contratto di lavoro e assicuri un’adeguata programmazione delle assunzioni. Chiaro che un ruolo chiave nel ricambio generazionale ce l’ha e continuerà ad averlo il Polo universiario. 

Anna Brugnolli è la direttrice. Come vanno le iscrizioni? C’è interesse da parte dei giovani verso queste professioni?Sicuramente sì, tanto che da qualche anno abbiamo introdotto il sistema delle selezioni in tutti i cinque indirizzi. Ci sono corsi che riscuotono maggiore interesse come quello per fisioterapisti dove c’è un rapporto di 12 richieste per ogni candidato ammesso. Poi professioni più nuove come igienista dentale, tecnico della riabilitazione psichiatrica e tecnico della prevenzione negli ambienti di lavoro dove invece il rapporto è di un posto ogni 1,5 candidati. Poi c’è il corso di laurea in infermieristica che quest’anno passa da 120 posti a 140 dove fino all’anno scorso avevamo due candidati per un posto e ci auguriamo anche quest’anno di mantenere quel livello.

La speranza di lavoro al termine dei corsi triennali è alta?Sì, sono professioni che offrono ottimi sbocchi occupazionali. Abbiamo un tasso di occupazione fino al 98,8% nei primi tre mesi dopo la laurea.Tutti posti che si aprono a livello locale o bisogna magari essere disposti a uscire dal Trentino?Secondo i dati che raccogliamo abbiamo un tasso di occupazione più alto rispetto a scuole simili a livello nazionale. Qui sia l’Azienda provinciale per i servizi sanitari che le Rsa per quanto riguarda alcune professioni garantiscono annualmente l’assorbimento dei laureati. Poi il settore privato per quanto riguarda igienisti dentali e tecnico per la prevenzione nei luoghi di lavoro danno ampia offerta lavorativa. Per quanto riguarda ad esempio i tecnici della prevenzione se il tasso di occupazione nazionale è 50% qui siamo attorno all’80%.

E gli studenti sono trentini o vengono anche da fuori?Prevalentemente trentini. Abbiamo poi qualche studente di infermieristica e fisioterapia che viene dal Veneto e dall’Alto Adige. Inoltre qualche situazione con studenti che vengono dal Sud, in particolare dalla Sicilia per passaparola, tutti dalla stessa zona. Poi ci sono corsi che non troviamo nelle aree limitrofe come igienista dentale, tecnico della riabilitazione psichiatrica e tecnico della prevenzione nei luoghi di lavoro dove ci sono studenti che provengono dal Veneto e da altre regioni. Nei loro confronti siamo poi attrattivi anche per quanto riguarda il lavoro e la maggior parte si ferma nella nostra provincia.

È vero che è imminente un grosso ricambio generazionale nella sanità trentina?Noi abbiamo costantemente immesso persone giovani. Credo che il ricambio riguardi più la professione medica che quella infermieristica e mi pare che stiamo garantendo costantemente il fabbisogno.

Che motivazioni bisogna avere per intraprendere queste professioni?Sono professioni che oltre ad avere un altro grado di preparazione e competenza richiedono una dimensione umanistica oltre che intellettuale. E comunque sono professioni che evolvono con l’evoluzione delle tecnologie e offrono ampio sviluppo professionale e di carriera, sia nella dirigenza che nella ricerca. Offrono possibilità di lavoro non solo negli ospedali ma anche nelle ditte private.

I test di ammissione per avere accesso al corso di laurea in infermieristica sono ormai alle porte. Auguriamo un imbocca al lupo a tutti gli aspiranti infermieri.

Simone Gussoni

Fonte: www.ladige.it
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Hanno partorito le 9 infermiere della ginecologia del Maine Hospital rimaste incinta contemporaneamente

Hanno partorito le 9 infermiere della ginecologia del Maine Hospital rimaste incinta contemporaneamente

Le nove infermiere in servizio presso un ospedale del Maine protagoniste del baby boom hanno ora tutto partorito bimbi in salute.

Le loro gravidanze pressoché contemporanee avevano generato molto clamore facendo fare il giro del mondo alle immagini che le ritraevano insieme con il pancione.

Le prime colleghe hanno partorito nel mese di aprile mentre l’ultimo bebè ha visto la luce pochi giorni fa, nel mese di luglio. Le nove neo-mamme si sono incontrate nuovamente per realizzare una seconda foto di gruppo, questa volta insieme ai loro nove figli.

Negli scatti realizzati dal fotografo Carly Murray, sono ritratti bimbi di età compresa tra le 3 settimane ed i 3 mesi e mezzo di età.Questo genere di accadimento è considerato estremamente raro e non accadrebbe casualmente.

Secondo i ricercatori dell’American Sociological Association, il desiderio di maternità nelle donne sarebbe contagioso. 

“Vedere una propria amica o collega gioire per la scoperta di una gravidanza spingerebbe altre donne a desiderare di diventare mamma”, spiega la ricercatrice Nicoletta Balbo.

Nonostante “l’emergenza maternità” che ha colpito l’ospedale, la dirigenza sanitaria è riuscita a sopperire alla loro assenza grazie all’aiuto degli 80 colleghi presenti nel distretto di appartenenza.

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