Frattura la mano all’infermiere di Triage: denunciato paziente 36enne

Un’ennesima notte di follia si è consumata presso il pronto soccorso dell’ospedale Galliera di Genova.

Un paziente 36enne, trasportato dal personale del 118 presso il nosocomio ligure, avrebbe dato in escandescenze a causa del precede te abuso di sostanze stupefacenti ed alcol.

L’episodio di violenza si è verificato nei locali dedicati al Triage e ad avere la peggio è stato proprio un infermiere. Mentre il professionista stava visitando l’uomo, questo avrebbe inizialmente iniziato a minacciare ed insultare l’infermiere ed un medico presente, per poi scaraventarsi fisicamente sul primo.

Il dipendente, a causa dei ripetuti pugni subiti, ha riportato numerose escoriazioni e la frattura di una mano. Le forze dell’ordine già presenti in Pronto Soccorso hanno riportato la calma.

“Il pronto soccorso è al servizio della gente, questo è l’ennesimo episodio grave e il personale è oramai fortemente contrariato. Non è più tollerabile che così frequentemente le persone aggrediscano chi sta svolgendo il proprio lavoro, con serietà e professionalità”, ha dichiarato Paolo Cremonesi, primario del pronto soccorso del Galliera. 

“Ritengo che episodi di questa gravità debbano essere puniti con la reclusione – prosegue Cremonesi – chi commette atti di questo genere dovrebbe essere chiamato a risarcire i danni sia al personale che alle strutture”. 

L’uomo, dimesso nella notte, è stato denunciato per aggressioni fisiche e verbali.

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Lazio, buona parte della costa è inquinata

Lo rivelano i tecnici di Goletta Verde. Cattiva depurazione e scarichi illegali, ma anche smaltimento improprio di oli esausti, le cause principali del disastro ecologico.
Su 24 punti monitorati lungo le coste del Lazio, dieci sono risultati “fortemente inquinati” e due “inquinati”. Responsabili dell’inquinamento microbiologico che arriva a mare sono canali e foci, a causa della cattiva depurazione o della presenza di scarichi illegali. Lo rivelano i tecnici di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane.
Le situazioni peggiori? Nei comuni di Ardea, Nettuno, Tarquinia, Cerveteri e Pomezia. Situazioni che si presentano «da troppi anni consecutivi e con risultati pessimi delle analisi», spiega il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, che enuncia i casi più eclatanti: «A Sperlonga uno scarico a pochi centimetri dagli ombrelloni fa veramente inorridire per la porzione di litorale magnifica messa a rischio. A Minturno, negativi i risultati dei due punti di prelievo. Ad Anzio, criticità a Lido dei Gigli. A Fregene, alla foce dell’Arrone».
Invece a Formia, per la prima volta, nella foce del Santa Croce il carico fecale diminuisce ampiamente grazie al lavoro messo in campo dalle autorità locali. Ai Comuni, soprattutto quelli in cui da decenni si registrano risultati pessimi, Legambiente chiede azioni concrete, come risalire i fossi in cerca di abusivismo fognario, costruire rapporti e intese con i comuni dell’entroterra, analizzare i parametri e le cause dell’inquinamento.
Tra i fattori inquinanti c’è anche lo smaltimento improprio degli oli esausti. Ecco perché, anche quest’anno, il Conou (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati), affianca in qualità di partner principale Goletta Verde e Goletta dei Laghi. Nel 2018, il Consorzio ha raccolto nel Lazio 11.675 tonnellate di olio minerale usato (quello che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli). Negli anni di attività il Conou ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio usato, avviandone a rigenerazione 5,3 milioni e consentendo la produzione di 3 milioni di tonnellate di olio rigenerato, nonché un risparmio sulle importazioni di petrolio di circa 3 miliardi di euro.
Il monitoraggio di Goletta prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al “maggior rischio” presunto di inquinamento: foci di fiumi e torrenti; scarichi e piccoli canali spesso presenti sulle spiagge, che rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli). Sono considerati “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia, e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. Permangono le criticità anche sulla cartellonistica informativa, che deve comunicare ai cittadini la classe di qualità del mare.
Redazione Nurse Times
Fonte: Il Tempo
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A.O.U. Modena: concorso pubblico per infermiere dirigente

Conferimento dell’incarico per dirigente direttore di struttura complessa, direzione professioni sanitarie ruolo sanitario, profilo professionale dirigente professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica

E’ indetto avviso per il conferimento di un incarico per dirigente direttore di struttura complessa –  direzione professioni sanitarie (D.P.S.) ruolo sanitario, profilo professionale dirigente professioni sanitarie  infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica.

Il termine
per la presentazione delle domande, corredate dei documenti prescritti, scade
il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione del presente avviso
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale
«Concorsi ed esami».

Il testo integrale del bando è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 17 luglio 2019. Pubblicato sulla G.U. n. 63 del 09-08-2019. Scade l’8 settembre 2019.

Per eventuali ulteriori chiarimenti dovessero occorrere, rivolgersi al servizio unico amministrazione del personale – ufficio concorsi – 41121 Modena – tel. 059/435685.

Redazione NurseTimes
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Appuntamento a Roma con il XVI° Congresso mondiale di sanità pubblica

Il complesso della Nuvola ospiterà dal 12 al 17 ottobre 2020 l’evento organizzato dalla Federazione mondiale delle associazioni di sanità pubblica, in collaborazione con l’Associazione europea di sanità pubblica e la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica

Si svolgerà a Roma dal 12 al 17 ottobre 2020 presso il centro congressuale La Nuvola, edificio progettato dall’architetto Massimiliano Fukas, il sedicesimo congresso mondiale sulla sanità pubblica.

Congresso organizzato dalla Federazione mondiale delle associazioni di sanità pubblica, in collaborazione con l’Associazione europea di sanità pubblica e la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica.

Importanti le parole utilizzate dal Comitato Scientifico per introdurre il meeting “ci incontreremo in un momento critico per il nostro pianeta. Le temperature globali vanno ben oltre i dati storici e le minacce alla fornitura di cibo e acqua, la povertà e le disuguaglianze stanno portando alla migrazione di massa e ai conflitti. Dobbiamo rendere visibili le minacce alla salute, alcune delle quali stanno già emergendo. Dobbiamo agire, concretizzando il nostro impegno per la salute”.

Queste saranno le tematiche affrontate e condivise nelle cinque giornate congressuali con relatori di fama nazionale e internazionale.

Per maggiori informazioni ed iscrizioni CLICCA QUI

Redazione NurseTimes
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Prodotti a tabacco riscaldato, calano vendita di sigarette e rischio clinico

È quanto emerge da due recenti studi, condotti in Giappone e Usa.
Come si apprende da AdnKronos Salute, due studi ripropongono il dibattito sulle alternative al fumo di sigaretta. Le ricerche, incentrate sull’uso dei nuovi prodotti a tabacco riscaldato, evidenziano infatti in un caso la riduzione nel consumo delle normali sigarette con l’introduzione del sistema Iqos in Giappone, e nell’altro caso un miglioramento dei fattori di rischio per la salute dopo sei mesi dalla sostituzione del fumo tradizionale con i nuovi prodotti.
Il primo studio, pubblicato su Tobacco Control e condotto da ricercatori di economia sanitaria dell’American Cancer Association, ha valutato gli effetti sulla vendita di sigarette. I ricercatori hanno rilevato un calo di vendita delle sigarette tradizionali – dall’introduzione di Iqos in Giappone, nel settembre 2014 ad agosto 2018 – in tutte le 11 regioni analizzate, dove si era registrato un lieve aumento prima dell’introduzione del nuovo prodotto. Secondo lo studio, la contrazione delle vendite, vista la mancanza di altri fattori per il controllo del fumo di sigaretta (come nuove leggi o nuovi prezzi) è attribuibile all’arrivo sul mercato nipponico del tabacco riscaldato.
La rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, organo ufficiale della American Association for Cancer Reasearch, ha invece pubblicato uno studio multicentrico, randomizzato, della durata di un anno, realizzato all’interno di un programma di ricerca voluto da Philip Morris International su Iqos e condotto in 20 centri degli Stati Uniti per il controllo del fumo. Nel corso della sperimentazione è stato valutato un gruppo di fumatori adulti (984), di cui una parte era passata dalle sigarette ai prodotti a tabacco riscaldato (496) e una parte aveva continuato a fumare le “bionde” (488). In particolare sono stati misurati otto parametri tradizionalmente legati al rischio di patologia (Clinical Risk Endpoint, Cre) prima dell’inizio dello studio, durante e al termine dei sei mesi di osservazione.
Ebbene, gli otto obiettivi primari di rischio clinico sono migliorati in coloro che erano passati al tabacco riscaldato, mostrando andamenti simili a quelli che si riscontrano nei fumatori che smettono di fumare ed evidenziando cambiamenti statisticamente significativi in cinque obiettivi su otto. Lo studio ha mostrato inoltre cambiamenti positivi negli obiettivi di rischio clinico secondario, nonostante alcuni partecipanti allo studio abbiano associato all’utilizzo del tabacco riscaldato anche le sigarette tradizionali (34% dei partecipanti) durante il periodo di osservazione.
Redazione Nurse Times
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