“Ore 3.15 di mattina, sono reperibile e squilla il telefono” il racconto di una mamma infermiera

Di seguito il racconto di Maria Cristina Pecchia, infermiera e mamma che lancia sul suo profilo Facebook un messaggio particolare

“Sono le 03.15 di mattina. Sono reperibile e squilla il telefono. 

Mi sveglio di soprassalto e rispondo, dall’altra parte una voce familiare mi dice di correre perché c’è una rottura di milza. Attacco e corro in camera di Gabriele perché stanotte per la troppa stanchezza non l’ho sentito rientrare. 

Lui dorme ed è al sicuro. Almeno stanotte. Mi precipito in ospedale. Una scena già vista e come al solito è straziante. Davanti la sala un fiume di gente. 

Genitori increduli, disperati. So cosa provano. Hanno gli occhi di chi è sveglio ma vive un brutto sogno. Nonni che pregano e amici che piangono e tirano pugni contro il muro. 

Dentro c’è lui il sedicenne di turno che stanotte non è rientrato a casa. 

Quello che non stava al sicuro nel suo letto come mio figlio.  Quello al quale questa volta non è andata bene. 

Scrivo tutto questo perché spero che mio figlio lo legga. Se glielo raccontassi rinnovando le solite raccomandazioni mi risponderebbe: “A mà devi stare tranquilla” 

Ma io non sto mai tranquilla perché in una frazione di secondo la vita cambia strada. Dietro l’angolo può esserci tutto e il nulla. Perché siete figli che andrebbero ancora protetti ma anche lasciati andare. Perché vorrei che tutti i ragazzi che ho tra i miei contatti si fermassero un minuto a riflettere. 

Perché sono le 06.00 di mattina e ormai la notte è andata. Perché non vedo l’ora che si svegli Gabriele per poterlo abbracciare”.

Redazione NurseTimes

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Crolla al suolo dopo oltre 16 ore di lavoro in PS: aveva appena iniziato il terzo turno consecutivo per mancanza di personale

Oltre 16 ore di lavoro consecutive hanno messo a repentaglio la vita di un medico 58enne originario di Gerocarne.

Un mix di fatica, stress e responsabilità l’avrebbero debilitata a tal punto da causarle un improvviso malore sul posto di lavoro. Maria Domenica Schiavello stava svolgendo un doppio turno presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Serra San Bruno e, a causa della mancanza del collega che avrebbe dovuto darle il cambio, è stata costretta ad effettuare anche il turno diurno dopo aver lavorato per l’intera notte.

Dopo aver visitato centinaia di pazienti è crollata al suolo stremata. Sono stati gli stessi infermieri in turno con lei nelle salette a prestarle le prime cure

Il medico, dopo aver effettuato il proprio turno di notte, non si è vista dare il cambio previsto per le ore 8 di mattina, rimanendo in servizio per altre sei ore convinta di potere staccare alle 14. Ma nemmeno a quell’ora le sarebbe stato possibile terminare di lavorare, per la carenza di personale dovuta alle ferie estive. Qualche istante dopo è stata sopraffatta dal malore che le ha causato un’improvvisa perdita di coscienza.

Questo sarebbe solo uno dei tanti episodi paradossali evidenziati nella sanità vibonese, sempre alle prese con ataviche carenze di personale che costringono i pochi presenti a turnazioni disumane per garantire la continuità del servizio.

Simone GussoniL’articolo Crolla al suolo dopo oltre 16 ore di lavoro in PS: aveva appena iniziato il terzo turno consecutivo per mancanza di personale scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Incendio alla Mangiagalli: infermieri e medici evacuano la Terapia Intensiva Neonatale in 6 minuti

Allarme antincendio nella notte, 23 incubatrici spostate in sei minuti

L’allarme è scattato stamane alle 4.57. Medici e infermieri hanno impiegato circa sei minuti per spostare i 23 neonati ricoverati nell’area più intensiva della Tin, con le loro culle, all’area intermedia, che dispone dei macchinali necessari a dare ai bambini tutta l’assistenza di cui hanno bisogno.

Al solito, c’era il tutto esaurito nelle 23 culle dell’ala più intensiva. Solo dopo essersi accertati che personale e bambini stessero bene nel reparto del Policlinico si sono posti il problema di cosa fosse successo. Probabilmente un corto circuito elettrico, che prima ha provocato un’interruzione della corrente immediatamente compensata dall’attivazione del gruppo di continuità, e poi del fumo che ha fatto scattare l’antincendio.

Con oltre 23 culle dell’area più intensiva ce ne sono 33 in area intermedia (aggiungendo la patologia neonatale si arriva a 72), la terapia intensiva neonatale della Mangiagalli è la prima in Italia e tra le prime quattro in Europa, per numero di posti e per qualità delle cure.

Tutte le incubatrici hanno un sistema informatizzato che gestisce la cartella medica e infermieristica e registra i monitoraggi per azzerare gli errori umani. La Tin eroga più di 150 mila terapie l’anno e dispone di un braccio robotico unico in Italia che calcola dose, diluizione e somministrazioni del farmaco stabilite dal medico per ciascun paziente. Struttura dotata di protocolli di sicurezza rigorosi: tre volte l’anno il personale si sottopone a un’esercitazione di evacuazione della Tin, l’ultima risale a pochi mesi fa.

“Sia i pazienti che gli operatori stanno bene e non hanno avuto conseguenze, la situazione sta già tornando alla normalità”, chiariva Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico, l’Irccs pubblico di cui la Mangiagalli fa parte, poche ore dopo l’incidente.

Belleri ringrazia “il personale e coloro che sono intervenuti, hanno gestito in maniera esemplare l’inconveniente e ci hanno permesso di ripristinare in tempi rapidi l’attività clinica. La situazione sta già tornando alla normalità”.

“Ogni cosa ha funzionato in modo perfetto, pur nella difficoltà di evacuare un reparto così complesso – conferma Fabio Mosca, direttore della Neonatologia e della Tin -. Eravamo preparati, i 23 neonati sono stati evacuati in pochissimi minuti nell’area di terapia intermedia, dove abbiamo tutte le attrezzature di cui hanno bisogno”.

II Policlinico ha allertato i Vigili del fuoco che anche oggi proseguiranno le verifiche prima di dare il via libera alla riapertura della Tin. Intanto i tecnici del Servizio Prevenzione e protezione aziendale stanno controllando i macchinari per accertarsi che la polvere antincendio non li abbia danneggiati.

Grazie alla prontezza di tutto il personale tutto è andato per il meglio e nessun piccolo paziente è stato mai messo in pericolo. Un ringraziamento a tutto il personale della TIN della Mangiagalli anche dalla nostra redazione.

Redazione NurseTimes
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