Cuginetti uccisi da Suv:”Attività prestata dall’infermiere indagato frutto di serietà professionale e competenze tecniche acquisite negli anni”

A poche ore dal funerale del piccolo Alessio e dalla morte in ospedale del cuginetto Simone entrambi travolti dal Suv guidato da un pregiudicato ubriaco e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti giunge il comunicato del sindacato infermieristico Nursind di Ragusa, a difesa dell’infermiere del 118 intervenuto sulla scena, ora indagato dalla Procura della Repubblica.
“Siamo anche al fianco del collega intervenuto, sicuri che l’attività prestata sia frutto di serietà professionale e competenze tecniche acquisite negli anni”.
Un’inchiesta conoscitiva sui tempi d’intervento dei soccorsi ai due cuginetti di 11 e 12 anni travolti è stata avviata. Sono stati indagati medico e infermiere dell’ambulanza per permettere loro di nominare, se lo riterranno, dei periti di parte e degli avvocati di fiducia.
Come sindacato  – afferma Giuseppe Savasta, segretario del Nursind Ragusa – comprendiamo l’iter giudiziario che in questi casi impone un’azione ampia e accurata, coinvolgendo tutti i protagonisti della triste vicenda. Noi siamo certi della serietà del lavoratore.
Come infermieri siamo vicini al collega di cui abbiamo avuto modo di apprezzare le grandi doti umane e professionali. Anni di grande impegno nell’attività sanitaria, svolta con passione, fornendo sempre quell’assistenza infermieristica, necessaria e fondamentale, per trattare, aiutare e assistere tutti i cittadini”.
Simone Gussoni
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ASP Comuni Modenesi Area Nord di Mirandola: concorso pubblico per 14 infermieri

Selezione pubblica, per soli esami, per la copertura di quattordici posti di infermiere, categoria D, a tempo indeterminato, di cui otto da assegnare al servizio presso le diverse sedi di ASP Comuni Modenesi Area Nord di Mirandola, con varie riserve
E’ indetta una selezione pubblica, per soli esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di quattordici unità con profilo professionale di infermiere, categoria professionale D, posizione giuridico economica D1, di cui otto da assegnare al servizio presso le diverse sedi di ASP Comuni Modenesi area Nord, con riserva per tre posti ai militari congedati ai sensi del comma 3 dell’art. 1014 del decreto legislativo n. 66/2010, due da assegnare al servizio presso ASP Terre d’Argine, quattro da assegnare al servizio presso ASP Delia Repetto di Castelfranco con riserva per un posto ai militari congedati ai sensi del comma 3 dell’art. 1014 del decreto legislativo n. 66/2010.
La domanda di partecipazione alla selezione dovrà essere presentata esclusivamente in via telematica e il termine per la presentazione è fissato per le ore 13,00 del 25 luglio 2019.
MODALITA’ DI INOLTRO DOMANDE ESCLUSIVAMENTE ON LINE COLLEGANDOSI AL SEGUENTE LINK (attivo a partire dalle ore 18 del 14/06/2019):
https://aspareanord.elixforms.it
Per informazioni sulle procedure di selezione è possibile contattare a mezzo e-mail il seguente indirizzo concorsi@aspareanord.it.
Per contatti telefonici è disponibile il numero 800105330 dalle ore 9 alle ore 13:30  e dalle ore 14:30 alle 18:00 dal lunedì al venerdì.
Richiesta di assistenza alla compilazione on line potrà essere richiesta alla casella di posta elettronica sopra indicata, anche all’interno della procedura on line; l’assistenza verrà prestata entro 72 ore dalla ricezione della richiesta, mentre nella sola giornata di chiusura dell’acquisizione delle domande si garantirà l’assistenza dalle ore 8:30 fino alle ore 10:30 del 25/07/2019.
Per tutte le informazioni e per il testo integrale dell’avviso consultare il sito internet www.aspareanord.it
 
Redazione NurseTimes
 
Allegato
2019 bando D1 INFERMIERE
 
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Concorsone Sicilia: pubblicati i due bandi per l’assunzione di 1110 Infermieri e 463 Oss

Finalmente una boccata d’ossigeno per la sanità siciliana: in arrivo i due concorsoni per infermieri e oss
Complessivamente i due “concorsoni” interesseranno 1573 posti tra infermieri e operatori socio sanitari. Uno interessa l’area ovest della Sicilia: previsti 719 infermieri e 236 operatori socio sanitari, per un totale di 955 unità.
L’altro interessa il bacino della Sicilia orientale: previsti 391 infermieri e 227 operatori socio-sanitari, per un totale di 618 unità.
Inizialmente si partirà con i concorsi di mobilità, regionale ed interregionale programmata da Musumeci e messa in atto dalle Asp di Palermo e Catania (delibere in allegato), rispettivamente per i bacini occidentale e orientale della Sicilia, che proprio nei giorni scorsi hanno emanato le delibere avviando così le procedure.
“È un’importante operazione di richiamo – commenta il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – dalla quale auspichiamo possa innescarsi un vero controesodo dei cervelli e delle braccia. Perché, se da un lato, puntiamo a proseguire l’azione di ripopolamento degli ospedali siciliani migliorandone il funzionamento, contribuendo anche ad accrescere l’offerta al paziente, dall’altro immaginiamo anche i tanti processi di ricongiungimento degli affetti. Per ogni professionista che torna, infatti, ci sarà probabilmente un coniuge, quindi una famiglia che vivrà nuovamente in Sicilia. Ed è bellissimo”.
I bandi delle Asp di Palermo e Catania saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, successivamente sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, così come prevede la normativa.
Si avrà tempo fino al trentesimo giorno dalla pubblicazione per presentare le domande di partecipazione.
Possono presentare istanza di mobilità i dipendenti di ruolo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso le Aziende e gli Enti del Comparto del S.S.N., nel rispetto del profilo richiesto, che abbiano superato il periodo di prova.
Se i posti messi a bando non saranno coperti attraverso i percorsi di mobilità, in automatico si procederà a un concorso per titoli ed esami che consentirà l’ingresso nel mondo del lavoro ad altri professionisti.
Questo è il concorso pubblico di mobilità volontaria regionale ed interregionale, per titoli e colloquio e contestuale indizione di concorso pubblico per la copertura di posti di collaboratore professionale sanitario infermiere- ctg. D ed operatore socio-sanitario ctg. BS per il “Bacino Sicilia Occidentale”, deliberato dalla ASP di Palermo (n. 320/2019 del 11/07/2019 in allegato).
Di seguito i posti messi a Bando per gli Infermieri:
7 posti ASP Agrigento;
63 posti ASP Caltanissetta;
111 posti ASP Palermo;
130 posti ASP Trapani;
65 posti Villa Sofia – Cervello Palermo;
108 posti ARNAS PAlermo;
48 posti AOU Palermo;
Per gli OSS:
16 posti ASP Agrigento;
1 posti ASP Caltanissetta;
106 posti ASP Trapani;
5 posti Villa Sofia – Cervello Palermo;
79 posti ARNAS PAlermo;
29 posti AOU Palermo.
Questo è invece il concorso pubblico di mobilità volontaria regionale ed interregionale, per titoli e colloquio e contestuale indizione di concorso pubblico per la copertura di posti di collaboratore professionale sanitario infermiere- ctg. D ed operatore socio-sanitario ctg. BS per il “Bacino Sicilia Orientale”, deliberato dalla ASP di Catania (n. 853/2019 del 11/07/2019 in allegato).
Di seguito i posti messi a Bando per gli Infermieri dalle Aziende Sanitarie/Ospedaliere del Bacino orientale:
118 posti-ASP di Catania;
32 posti- ASP di Enna;
34 posti- ASP di Messina;
97 posti ASP di Ragusa;
24 posti ASP di Siracusa;
24 posti A.O. Cannizzaro Catania;
36 posti-A.O. Papardo Messina;
13 posti – A.O.U Policlinico Messina;
19 posti – I.R.C.S.S. Bonino Pulejo Messina.
Quelli per Operatore Socio Sanitario:
76 posti-ASP di Catania;
29 posti – ASP di Enna;
42 posti ASP di Ragusa;
15 posti – A.O. Cannizzaro Catania;
15 posti – A.O.U. Policlinico Messina;
50 posti I.R.C.S.S. Bonino Pulejo Messina.
Seguiteci sulla nostra pagina Facebook per essere prontamente aggiornati sui termini per la presentazione delle domande di partecipazione.
 
Redazione NurseTimes
 
Allegati
Delibera ASP di Catania n. 853/2019 del 11/07/2019 
Delibera ASP di Palermo n. 320/2019 del 11/07/2019 
 
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Quanto a lungo può sopravvivere un essere umano senza evacuare? Alcuni casi clinici ed il parere dello specialista

Cosa succederebbe al nostro organismo se all’improvviso decidessimo di non evacuare per un lungo periodo? Proverò a dare una risposta al quesito analizzando alcuni studi clinici e casi di cronaca.
Non è chiaro a chi appartenga il record per il più lungo periodo senza evacuazione intestinale, ma a venirci in aiuto è la BBC. In un articolo apparso sul sito ufficiale, sono state narrate le gesta di un giovane che, per evitare la condanna, avrebbe ingoiato un ovulo contenente droga.
Il fatto è avvenuto il 17 gennaio 2018, ed il 24enne avrebbe evitato di evacuare per oltre un mese proprio per sfuggire alla condanna. Purtroppo dopo 43 giorni consecutivi non è più riuscito a trattenersi, evacuando le prove della sua colpevolezza.
Ma cosa accadrebbe al nostro organismo se ci rifiutassimo con tutte le nostre forze di evacuare? Nulla di positivo, come ha spiegato il prof. Ian Lustbader, specialista in gastroenterologia presso la New York University Langone Health.
“Gli uccelli devono volare, i pesci devono nuotare ed i colon devono… evacuare”, ha spiegato ironicamente Lustbader a “Live Science”.
“La decisione di voler trattenere le feci più a lungo è alquanto insolita. Generalmente i pazienti affetti da stipsi cronica o che hanno problemi di motilità intestinale tentano disperatamente di evacuare”, ha spiegato il medico.
“Se queste persone dovessero mangiare molto senza evacuare, il loro colon potrebbe distendersi pericolosamente dando luogo a ciò che viene definito megacolon.”
Le loro feci potrebbero indurirsi e diventare talmente compatte da poter causare una rottura nell’intestino.
Secondo il manuale clinico “Management of Functional Gastrointestinal Disorders in Children: Biopsychosocial Concepts for Clinical Practice” (Springer, 2014), il colon può ingrandirsi talmente tanto da raggiungere la gabbia toracica.
Non è chiaro quale sia il record mondiale per il periodo più lungo senza evacuare, ma nel libro precedentemente citato, che tratta per l’appunto patologie dell’apparato gastrointestinale, viene presentato il caso clinico di un adolescente di 13 anni affetto da “functional fecal retention syndrome”, uno dei molti disturbi funzionali gastrointestinali.
Il giovane paziente ha riferito ai medici che lo hanno in cura di non ricordare di aver mai evacuato negli ultimi 12 mesi, e gli esami strumentali pubblicati nel testo sembravano proprio dargli ragione. Tale sindrome si manifesta più frequentemente nei bambini, soprattutto quando uno di essi manifesta una sorta di fobia che gli impedisce di evacuare.
Spesso ciò è conseguenza di ripetute evacuazioni estremamente dolorose. La persona che ne è affetta contrae involontariamente la muscolatura pelvica quando avverte lo stimolo.
Piccoli quantitativi di feci liquide possono ugualmente fuoriuscire attraverso la massa fecale che diventa sempre più grande e sempre più difficile da espellere. La ritenzione fecale nei bambini, anche per periodi di alcune settimane o mesi, non è così rara. I sintomi che possono manifestarsi includono dolore, irritabilità e perdita di appetito. Il trattamento può includere l’utilizzo di farmaci lassativi osmotici o emollienti.

Intestino pigro?
Nel caso del detenuto britannico, il fatto di aver iniziato e proseguito per giorni uno “sciopero della fame”, ha rappresentato solo una soluzione temporanea. Lo specialista interpellato infatti ha spiegato che tale strategia non è in grado di garantire la non evacuazione ed inoltre espone la persona al rischio di malnutrizione. Il 24enne scioperante è stato pertanto sottoposto a nutrizione parenterale totale per ordine del tribunale, fino a quando non ha deciso di sospendere lo sciopero della fame.
Se il sospetto degli inquirenti fosse stato fondato (difficile pensare il contrario) ed il giovane avesse davvero ingoiato l’ovulo contenente droga, il rischio principale sarebbe stato quello di una rottura all’interno dell’organismo dell’accusato.
“Ciò potrebbe causare un’overdose”, ha spiegato Lustbader. Ma se il quantitativo fosse stato molto ridotto, il corpo del giovane avrebbe potuto potenzialmente assorbire la sostanza, permettendo all’uomo di farla franca. “L’unico modo per poterlo capire sarebbe stato un test delle urine”, conclude il medico.
“Trattenere le feci quando si sente lo stimolo per così tanto tempo può potenzialmente danneggiare il meccanismo di feedback che mantiene in movimento la muscolatura intestinale”, racconta Lustbader.
“Se una persona sopprimesse costantemente lo stimolo di evacuare, potrebbe seriamente compromettere la motilità intestinale, correndo il rischio di dover assumere lassativi in futuro o altre sostanze in grado di stimolare il colon”.
“Anche se si decidesse di non assumere più cibo, l’intestino continuerebbe comunque a produrre muco e altri fluidi, pertanto il colon del sospettato spacciatore non rimarrebbe mai completamente vuoto”.
Simone Gussoni
 
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