Malmena infermieri e tiene in ostaggio il Triage per 15 minuti: paziente ora rischia di essere denunciato

Un’ennesimo episodio di violenza verso gli operatori sanitari di un Pronto Soccorso si è verificato ieri sera presso l’ospedale fiorentino Careggi.
Ad avere la peggio è stata un’infermiera 50enne in servizio al Triage, colpita da un pugno al volto. L’aggressore è un 47enne campano che, giunto all’accettazione senza alcuna motivazione urgente, avrebbe preteso di essere visitato immediatamente, scavalcando anche i codici rossi presenti.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe adagiato su una barella introno alle ore 23.30, alzandosi pochi minuti dopo e lamentandosi per l’eccessiva attesa. Il paziente avrebbe quindi iniziato a gridare pretendendo di poter entrare immediatamente negli ambulatori.
Due infermieri che hanno tentato di tranquillizzarlo, sono stati minacciati, insultati ed infine malmenati. L’intera attività del Triage e gran parte delle prestazioni che stavano venendo erogate negli ambulatori sono state sospese per oltre 15 minuti, a causa dello stato di agitazione dell’uomo, che ha letteralmente tenuto sotto sequestro i locali ed il personale.
L’arrivo delle Forze dell’Ordine ha permesso di ristabilire la calma, permettendo al DEA di riprendere le proprie attività.
L’uomo, è stato identificato e rischia una denuncia per i reati di lesioni, minacce e interruzione di pubblico servizio.

Simone Gussoni
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Smartphone e Tablet stanno facendo crescere le “corna” ai nostri bambini

 Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista “Scientific Reports”, appartenente all’autorevole gruppo Nature, gli smartphones sarebbero responsabili di alcune modificazioni corporee che andrebbero ad interessare prevalentemente i giovani.

L’inclinazione in avanti adottata da bambini e adolescenti durante l’utilizzo del telefonino, porterebbe allo sviluppo di alcuni picchi a forma di cono localizzati nella parte posteriore del cranio.

Tale postura prolungata nel tempo, provoca una modificazione delle pressioni esercitate dal capo sulla colonna vertebrale, causando così una differente crescita ossea.

I dati pubblicati fanno tuttavia discutere, non convincendo una parte del mondo accademico.

    Nello studio dell’Università australiana della Sunshine Coast, la prevalenza di queste ‘corna’ sarebbe presente più nei giovani a causa di una postura del corpo determinata, stando alla loro ipotesi, dall’uso degli strumenti tecnologici come tablet e smartphone. Questo spostamento di peso è stato paragonato allo stesso effetto della pelle quando si addensa in un callo come risposta alla pressione o all’abrasione.

La ricerca ha coinvolto 218 persone tra i 18 e i 30 anni: il 41% è arrivato a sviluppare questa protuberanza lunga tra i 10 e i 30 millimetri. Ma l’ipotesi dello studio solleva qualche dubbio.

    “Sono un po’ perplesso sul fatto che questo osteofita, che accentua la parte posteriore del cranio, cioè l’osso occipite, si formi in una percentuale importante di persone per l’uso del cellulare. Mi sembra una forzatura questo legame, rispetto alle 2 o 3 ore al giorno che i ragazzi vivono a capo chino per studiare o a tutti gli impiegati che lavorano per anni alla scrivania” spiega Walter Santilli, docente di Medicina fisica e riabilitativa alla Sapienza di Roma e fisiatra al Policlinico Umberto I.

“Senza voler criticare i colleghi, quotidianamente vedo radiografie per dolori alla colonna: spesso ci sono osteofiti, seppur non in quel punto dell’occipite, che sono legati al lavoro e alla sedentarietà”, conclude l’esperto.

Simone Gussoni
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P.S. Rimini: paziente frattura setto nasale ad infermiere durante prelievo ematico

Un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini ha subito una brutale aggressione ad opera di un paziente di vent’anni che stava curando.
Il ventenne sudamericano è stato portato in ospedale da una volante della Polizia di Stato. Gli agenti supponevano che il ragazzo potesse aver ingerito sostanze stupefacenti, visto il forte stato di agitazione psicomotoria.
Sembrava che stesse dormendo quando l’infermiere 30 enne si è avvicinato a lui per effettuare alcuni prelievi ematici. Il paziente, in un istante, ha bloccato il professionista con un braccio, sferrandogli due pugni in volto di inaudita violenza per evitare di farsi prelevare il sangue.
L’aggressione subita ha causato la frattura delle ossa del setto nasale del dipendente ed una forte contusione alla mandibola. Gli agenti, presenti in corsia, non sono riusciti a prevenire l’episodio di violenza, intervenendo solo successivamente.
I sindacati chiedono maggiori tutele per i medici, gli infermieri e gli operatori sociosanitari del Pronto Soccorso, visto che questi casi stanno accadendo sempre più frequentemente.

Simone Gussoni
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Visite specialistiche ambulatoriali: chi non si presenta all’appuntamento dovrà ugualmente pagare il ticket

Le Asl della regione Liguria sono pronte ad una vera e propria rivoluzione per ridurre i costi che attanagliano la sanità. Un responsabile per la gestione delle l’oste d’attesa relative alle prestazioni specialistiche ambulatoriali monitorerà 69 prestazioni per le quali la Regione stessa si impegna a garantire le classi di priorità per almeno il 90% delle richieste.

Giro di vite per chi non disdice gli appuntamenti prenotati entro tre giorni lavorativi. Nel 14,7% dei casi, i pazienti non si presentano alle visite programmate, creando pertanto un danno economico alle aziende. Solo fornendo una giustificazione valida (ad esempio malattia, ricovero, accesso in pronto soccorso, uno sciopero dei treni o dei bus ecc.), potrà evitare la “sanzione”.

Ecco le principali novità del nuovo piano regionale sul governo delle liste d’attesa per il periodo 2019-2021, presentato in Regione Liguria dall’assessore Sonia Viale, dal commissario di Alisa, l’agenzia sanitaria regionale, Walter Locatelli e Lorenzo Bistolfi, responsabile cute primarie Alisa.
Entro il 31 ottobre prossimo le aziende dovranno inserire a Cup il 95% dell’offerta di prestazioni, comprese quelle erogate dalle strutture private accreditate e contrattualizzate, completando il percorso entro il 31 gennaio 2020. Ci sarà anche un numero verde in ogni azienda e Regione e Alisa (Agenzia ligure per la sanità) stanno valutando se fare un numero unico per tutte le Asl.
Il piano è stato presentato dall’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale e dal commissario di Alisa Walter Locatelli. E’ stato anche stabilito che se non si risponderà nei tempi della classe prevista e non si risolverà in altro modo sarà possibile servirsi da un privato convenzionato pagando solo il ticket, ma è stato sottolineato che i casi saranno cinque in un anno.
E’ stato inoltre predisposto il manuale Rao regionale (Raggruppamenti di attesa omogenei) con l’obiettivo di ridurre la variabilità prescrittiva, salvaguardando l’autonomia dei professionisti e garantendo al paziente l’accesso alle cure nei tempi adeguati, nel rispetto della corretta attribuzione del codice di priorità.

Simone Gussoni
Fonte: Primocanale
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Presentato il nuovo Codice deontologico. Mangiacavalli: “Salvaguarda la libertà di coscienza degli infermieri”

All’evento ospitato a Roma presenti i presidenti degli Ordini provinciali e le principali istituzioni sanitarie del Paese. La ministra Grillo lancia un appello: “Educate i pazienti a capire dove arriva la scienza e la medicina”. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini: “Nessuna tecnologia potrà sostituirvi”
 
ROMA – Come il varo di una nuova nave, anche il nuovo Codice deontologico per gli infermieri ha preso il largo. Un viaggio che comincia dopo tre anni di confronto approdato ai 53 articoli scritti per “salvaguardare la libertà di coscienza degli infermieri” come ha sottolineato la presidente della Fnopi, Barbara Mangiacavalli. E’ lei, simbolicamente, ad alzare il velo sul nuovo Codice deontologico davanti alla platea non solo dei presidenti degli Ordini provinciali, ma di tutte le maggiori istituzioni sanitarie del Paese, dalla ministra della Salute, Giulia Grillo, al presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini (anche se i due, per questione di tempi e impegni diversi, non si incontreranno nella sala dell’NH Vittorio Veneto dove si è tenuta la presentazione del Codice).
Un testo dove, ribadisce la Mangiacavalli, è importante fare proprio quello che c’è “e smetterla di discutere su quello che non c’è”. Il nuovo Codice deontologico, aggiunge la presidente della Fnopi, “riconosce gli infermieri come persone che si relazionano con altre persone. È un’innovazione che affonda le radici nella nostra storia, ma guarda al futuro per salvaguardare la volontà espressa dalla persona da trattamenti incongrui o non ritenuti coerenti con la percezione di vita o di salute. È un’innovazione con cui salvaguardiamo la vita”.
Parla di missione importante, a proposito della professione infermieristica, la ministra Giulia Grillo che non manca di attaccare le fake news e i comportamenti antiscientifici che danneggiano la salute. E, sull’argomento, chiede aiuto agli infermieri: “Siete un veicolo di cura e la quotidianità del rapporto che avete coi cittadini, i pazienti e le loro famiglie vi aiuta, anche secondo il vostro nuovo Codice deontologico, a educarli e fargli capire dove arriva la scienza e la vera medicina e dove invece le fake news gli fanno del male.  Avete una missione importante, nel lavoro e fuori del lavoro: noi siamo il lavoro che facciamo ed è nostro compito difendere le persone con il metodo scientifico”.
Parole di elogio alla platea infermieristica le aveva rivolte, poco prima, anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: “Siete quelli che più di tutti sono accanto ai pazienti e che li seguono sul territorio. Non è pensabile per noi non tener conto del punto di vista della componente professionale più numerosa e significativa per il cittadino come è quella infermieristica e il ‘principio di non discriminazione’ del vostro codice assume una portata rivoluzionaria in questo momento storico e per questo rapporto con le persone. Per il lavoro che fate non ci sarà nessuna mai nessuna tecnologia in grado di sostituirvi e quello che vogliamo portare avanti con voi è un rapporto costruttivo che ci aiuti, insieme, a dare un nuovo modello di assistenza al Paese”.
La nuova nave è partita, agli infermieri il compito di non sbagliare rotta.
 
Salvatore Petrarolo
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