Atrofia Muscolare Spinale: Tesi Sperimentale infermieristica Italo-Spagnola

L’atrofia muscolare spinale (SMA) è una malattia genetica neuromuscolare con il più alto tasso di mortalità in età infantile
La SMA comporta la perdita progressiva del tono muscolare, la degenerazione dei sintomi e infine alla paralisi totale.
Di seguito le motivazioni del dott. Doronzo che lo hanno guidato nella scelta dell’argomento del lavoro di tesi e le fasi della sua realizzazione:
“Ci￲ò che mi ha spinto a considerare questo argomento di tesi, è stata la mia esperienza di tirocinio presso l’Hospital de La Rioja, Spagna.Ero nell’ U.O. di gastroenterologia pediatrica per svolgere le normali attività di tirocinio, quando incontrai per la prima volta un ragazzo di tredici anni affetto da una patologia piuttosto rara, la SMA.
Gli infermieri del reparto furono colti alla sprovvista, non sapevano bene cosa fare e in che modo trattare il bambino. Molte procedure venivano effettuate sotto indicazione della madre, la quale era dettagliatamente informata sulla patologia di suo figlio. Io quel giorno mi limitai ad ascoltare e a seguire le istruzioni fornitemi dalla donna. Questo episodio mi colpì e scaturì in me una curiosità particolare.Da quel momento in poi cominciai giorno per giorno ad informarmi ricercando nel luogo altri soggetti affetti da questa patologia per capirne di più.Al rientro in Italia decisi di proseguire questo progetto che mi ha portato a svolgere una tesi riguardante il confronto sulla conoscenza e le diverse tipologie di trattamento della patologia SMA tra le nazioni di Spagna e Italia.Il progetto di ricerca condotto nella mia tesi, presentatami dal relatore Federico Ruta (referente donazione organi, direzione sanitaria Ospedale N. Bonomo – Andria ) ha lo scopo di valutare la gestione dei bambini affetti da una patologia rara, con un numero di casi sempre più crescente nonché l’Atrofia Muscolo Spinale.L’idea di base su cui si impronta il mio progetto di tesi è nata dal confronto di due esperienze di tirocinio tra i reparti di Pediatria dell’ospedale Monsignor Dimiccoli di Barletta e Gastroenterologia Pediatrica de l’Hospital San Pedro de La Rioja mettendo a confronto la gestione dei bambini tra due aziende sanitarie di Italia e Spagna, (Azienda Bat – Azienda Logro￱o) attraverso l’applicazione della teoria del Self-care di Barbara Reigel.
Obiettivi focali della ricerca sono:
Gestione dell’Atrofia Muscolo Spinale nell’Asl Bat;
Gestione dell’Atrofia Muscolo Spinale nell’Hospital de la Rioja in Logro￱o;
Valutazione della Teoria del Self-Care applicata ai soggetti affetti da SMA.
Lo studio è stato eseguito per metà presso l’unità operativa di Gastroenterologia Pediatrica de L’Hospital de La Rioja ed è continuato nell’Unità Operativa di Pediatria presso l’Ospedale Mons. Dimiccoli di Barletta.
Per quanto riguarda l’analisi in Spagna ho sostenuto personalmente un incontro in Auditorium nell’Hospital de la Rioja con i genitori dei bambini interessati, nel quale, dopo un colloquio conoscitivo, a cui hanno preso parte anche i bambini, ho somministrato i questionari di valutazione del Self-Care.Successivamente, tornato in Italia, ho somministrato il medesimo questionario nelle stesse modalità, presso l’Unità Operativa di Pediatria nell’Ospedale Mons. Dimiccoli di Barletta.
Dopo attente valutazioni circa i metodi da utilizzare e gli obiettivi da raggiungere è stato organizzato, grazie alla massima disponibilità dei genitori dei bambini SMA e l’associazione “FamiglieSma”, un incontro tenutosi a Barletta, presso Villa Oliva, dove ho potuto somministrare ad altri genitori il questionario di valutazione, sfruttando l’intera giornata per approfondire maggiormente le caratteristiche sulla gestione di questa rara patologia.
Il questionario utilizzato sfrutta i criteri della Teoria del Nursing, in particolare sono state approfondite tre componenti di queste teoria:
MAINTENANCE (mantenimento della stabilità fisiologica);
MONITORING (riconoscimento dei sintomi);
MANAGEMET (gestione delle alterazioni).
Alla luce di quanto riportato, la ricerca sperimentale si compone attraverso una osservazione mista:
Qualitativa: osservazione e analisi e comparazione della popolazione di riferimento attraverso l’utilizzo di specifici parametri per valutare l’andamento terapeutico
Quantitativa: la metodologia utilizzata si basa sulla creazione di un questionario anonimo composto da n.15 domande a risposta multipla sottoposto ai genitori delle bambine/i (madre-padre).
Il campionamento di convenienza utilizzato è giustificato dalla presenza di pochi casi, in quanto la SMA è una malattia rara, con un tasso di incidenza molto basso. Di seguito illustro il questionario sviluppato sula base della teoria di B.Reigel, che indaga sui livelli di Self-Care nei bambini.Possiamo sostenere che i risultati ottenuti avvalorano l’ipotesi di tesi iniziale, e cioè, valutare la gestione della SMA (Atrofia Muscolo Spinale) attraverso lo studio comparativo tra i Paesi di Italia (provincia Bat) e Spagna (provincia di Logro￱o), con lo scopo di applicare la teoria del Self-Care di Dorothea Orem, rielaborata da Barbara Reigel.
La volontà è stata quella di carpire se la teoria del Self-Care, che include i tre livelli di Self Maintenance, Self Monitoring e Self Management, può￲ essere applicata ai bambini affetti da SMA.
Lo strumento elaborato ha messo in evidenza che seppur in condizione patologiche che i bambini di entrambi i paesi evidenziano un punteggio Self-Care soddisfacente e ci￲ dimostra che questi ultimi, possiedono capacità residue di autocura del proprio stato di salute.
Lo studio osservazionale mette in evidenza che , i bambini italiani hanno livelli di Self-Care superiori ai bambini spagnoli. Perci￲ò alcune considerazioni spingono il ricercatore ad asserire che i livelli dei bambini italiani sono più alti perchè i genitori ricevono una educazione sanitaria superiore rispetto alla Spagna (provincia di Logro￱o).
L’addestramento a domicilio è superiore in Italia (provincia Bat) e il supporto multi professionale a domicilio è maggiore.
Questo dimostra che questi tre elementi fondamentali consentono ai bambini italiani di ottenere un livello esauriente di autocura a casa, essendo la SMA (Atrofia Muscolo Spinale) una patologia rara pediatrica altamente invalidante.
Pertanto è necessario che ulteriori studi approfondiscano sempre più gli aspetti relativi alla qualità di vita dei bambini e la misurazione del livello di Self-Care.
E’ importante inoltre educare adeguatamente il personale sanitario in quanto è evidente che le conoscenze sulla complessità delle malattie rare sono insufficienti.La ricerca scientifica, infatti, è fondamentale per migliorare la vita delle persone, fornendo loro risposte e soluzioni, sia dal punto di vista delle cure disponibili sia da quello di una migliore assistenza. Per chi vive con una patologia rara, ogni giorno è una sfida fatta di piccole e grandi preoccupazioni. Avere il supporto della propria comunità può￲ alleviare molto il senso di isolamento delle famiglie che le devono fronteggiare.Il mio auspicio è che l’opinione pubblica capisca l’importanza dell’informazione affinchè possano migliorare le condizioni di vita di tutti i bambini e delle famiglie che si trovano ad affrontare una malattia rara”.
 
DORONZO Michele Giuseppe
CALABRESE Michele
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OPI BAT, infermieri On Air 13.0: il lavaggio delle mani

Il lavaggio delle mani rappresenta da solo il mezzo più importante ed efficace per prevenire la trasmissione delle infezioni. Serve ad allontanare fisicamente lo sporco e la maggior parte della flora transitoria della cute
Si è tenuto lo scorso 28 Maggio 2019 il consueto e ampiamente seguito appuntamento televisivo dell’Ordine degli Infermieri della Bat (OPI BAT) alla trasmissione televisiva “Casa Serena” condotta da Serena SGUERA.
Ospiti in studio in rappresentanza OPI BAT , il dott. Savino PETRUZZELLI e la Collega dott.ssa Lorella MONTERISI.
Il lavaggio delle mani è il mezzo più semplice,  immediato e sicuramente più  importante  per combattere la trasmissione delle infezioni sia in ospedale che a casa.
Il lavaggio delle mani va fatto quando gli operatori devono eseguire delle procedure ; anche più volte durante la giornata lavorativa soprattutto in tutte le situazioni in cui può esserci trasmissione di infezioni al paziente.
In particolare, il lavaggio delle mani:
va  fatto quotidianamente ad inizio e fine turno
dopo il rifacimento del letto
prima e dopo il contatto diretto con utenti e pazienti
prima e dopo la somministrazione di terapie
in tutte le situazioni in cui esiste il dubbio se indossarli o meno
Di questo e tanto altro si è argomentato alla trasmissione “Casa Serena ”in onda sul Canale 14 DDT.
 
CALABRESE Michele
 
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Arriva il maxi-scivolo: in pensione 7 anni prima

Misura sperimentale nel 2019 e 2020 per le società con più di mille dipendenti. Costi di uscita a carico delle aziende.
Via dal lavoro sette anni prima con uno scivolo pagato però dall’azienda. Il meccanismo si chiama “contratto di espansione” e prenderebbe il posto degli attuali contratti di solidarietà espansiva. È l’ipotesi contenuta in un emendamento dei relatori al Decreto Crescita che potrebbe favorire il rinnovamento delle aziende. Ma non tutte.
La norma è infatti finalizzata solo alle grandi imprese, con più di mille lavoratori, che all’interno di un ammodernamento tecnologico potrebbero anche favorire l’uscita dei lavoratori più anziani con uno scivolo a proprio carico fino a sette anni dalla pensione. L’azienda pagherebbe l’equivalente della pensione lorda maturata al momento dell’uscita. Il meccanismo, complesso, prevede che le aziende possano anche ridurre l’orario di lavoro degli altri dipendenti e assumere in cambio nuovi lavoratori.
L’emendamento presentato dai relatori, insieme a un pacchetto che ha fatto sollevare la protesta del Pd, visto il poco tempo a disposizione per l’esame, sostituisce per intero la normativa sulla solidarietà espansiva e introduce il nuovo “contratto espansivo”, finanziandolo con 40 milioni per quest’anno e 30 per il prossimo, ma in via sperimentale per due anni, 2019 e 2020. Oltre a dare la possibilità di anticipare le uscite dei più anziani, si prevede anche la riduzione oraria (che può essere concordata, ove necessario, fino al 100%) e potrà essere integrata da Cig e Cigs, ma fino a 18 mesi anziché 24. Nel contratto andrà indicato il numero di nuove assunzioni “a tempo indeterminato” o con il “contratto di apprendistato professionalizzante”.
Le aziende potranno chiedere di stipulare questi contratti di espansione al ministero del Lavoro insieme ai sindacati, “nell’ambito dei processi di reindustrializzazione e riorganizzazione”, se si avvia una “modifica strutturale dei processi aziendali finalizzati al progresso e allo sviluppo tecnologico” che porta con sé “l’esigenza di modificare le competenze professionali in organico”, anche “prevedendo l’assunzione di nuove professionalità”. Per i lavoratori che invece si trovano “a non più di 84 mesi” dalla pensione “il datore di lavoro riconosce per tutto il periodo e fino al raggiungimento del primo diritto a pensione, a fronte della risoluzione del rapporto di lavoro, un’indennità mensile, liquidabile anche in unica soluzione, commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro”.
Se il lavoratore è vicino alla pensione anticipata, “il datore di lavoro versa anche i contributi previdenziali utili al conseguimento del diritto, con esclusione del periodo già coperto dalla contribuzione figurativa a seguito” del licenziamento. Prevista anche una clausola per evitare nuovi esodati, perché si precisa che “leggi e altri atti aventi forza di legge non possono in ogni caso modificare i requisiti per conseguire il diritto” alla pensione “vigenti al momento dell’adesione” all’uscita con scivolo aziendale. Gli elenchi dei lavoratori che “accettano indennità” andranno depositati.
«Nasce il contratto di espansione per favorire nuove assunzioni – hanno spiegato il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, e il viceministro all’Economia, Laura Castelli, parlando dell’emendamento presentato dai relatori al Decreto Crescita –. L’obiettivo è creare uno strumento che superi il contratto di solidarietà, totalmente ignorato dalle imprese. Le imprese che hanno processi di reindustrializzazione e sviluppo tecnologico potranno assumere a tempo indeterminato tutti i lavoratori coerenti con i processi di reindustrializzazione, riqualificare e formare tutto o parte delle professionalità destinate a non essere più utilizzate in modo proficuo. Le imprese potranno anche riconoscere ai lavoratori che si trovino a meno di 84 mesi del raggiungimento del requisito pensionistico un’indennità di prepensionamento con onere interamente a proprio carico. A fronte di questi impegni, lo Stato garantirà a queste imprese la cassa integrazione straordinaria per 18 mesi e chiederà l’avvio dei processi di riqualificazione e formazione».
Redazione Nurse Times
Fonte: Il Messaggero
 
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Eparina a basso peso molecolare: indicazioni terapeutiche e modalità di somministrazione

Proponiamo un contributo a cura della nostra collaboratrice Morena Allovisio.
Negli ultimi anni le eparine a basso peso molecolare, grazie alla loro migliore biodisponibilità ed emivita, ad un’attività più prevedibile e alla minore tendenza a inibire l’aggregazione piastrinica, hanno sostituito l’uso routinario dell’eparina non frazionata, sia in ambito ospedaliero che territoriale.
L’enoxaparina, insieme alle altre EBPM, costituisce pertanto un tema sanitario rilevante. Parallelamente vi è stata l’immissione in commercio, alla fine del 2017, di farmaci biosimilari, conseguente alla perdita della copertura brevettuale dell’enoxaparina. Le indicazioni da regole regionali 2018 (DGR2017_7600), confermate anche nel 2019 (DGR2018_1046), spingono alla promozione del biosimilare. Inoltre, secondo il Second Position Paper di Aifa del 2018 sui farmacibiosimilari, il rapporto rischio beneficio dei farmaci biosimilari è lo stesso di quello dell’originator di riferimento, come dimostrato durante le fasi del processo regolatorio di autorizzazione.
ENOXAPARINA: INDICAZIONI REGISTRATE
A) Trattamento malattia tromboembolica venosa (TEV)
1 – TROMBOSI VENOSA PROFONDA: posologia 150 UI/Kg (1,5 mg/kg) die (utilizzata in pazienti non complicati con un basso rischio di recidiva di TEV) o 100 UI/kg (1 mg/kg) b.i.d. (utilizzata in tutti gli altri pazienti, quali ad esempio obesi, con EP sintomatica, patologia tumorale, recidiva di TEVo trombosi prossimale – vena iliaca); pazienti con compromissione renale grave, vedere scheda tecnica. Durata trattamento 10 giorni.
2 – EMBOLIA POLMONARE: posologia 150 UI/Kg (1,5 mg/kg) die (utilizzata in pazienti non complicati con un basso rischio di recidiva di TEV) o 100 UI/kg (1 mg/kg) b.i.d. (utilizzata in tutti gli altri pazienti, quali ad esempio obesi, con EP sintomatica, patologia tumorale, recidiva di TEV o trombosi prossimale –vena iliaca-); 100 UI//kg (1 mg/kg) die per pazienti con compromissione renale grave (clearancedella creatinina 15-30 ml/min). Durata trattamento 10 giorni.
B) Profilassi TEV
1 – CHIRURGIA ORTOPEDICA: posologia 2000 U.I. nei pazienti a rischio tromboembolico moderato, 4000 U.I. die nei pazienti ad alto rischio tromboembolico; per pz con insufficienza renale vedere scheda tecnica. Durata trattamento 7-10 giorni(o fino a recupero della sua ridotta mobilità); 35 giorni(per i pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica maggiore).
2 – CHIRURGIA GENERALE: posologia 2000 U.I. nei pazienti a rischio tromboembolico moderato/ 4000 U.I. die nei pazienti a rischio tromboembolico moderato; per pz con insufficienza renale vedere scheda tecnica. Durata trattamento 7-10 giorni(o fino a recupero della sua ridotta mobilità); 28 giorni(per i pazienti ad alto rischio di TEV sottoposti ad intervento chirurgico addominale o pelvico per cancro).
3 – PAZIENTI NON CHIRURGICI AFFETTI DA PATOLOGIA ACUTA: posologia 4000 U.I. (40 mg) die s.c. Durata del trattamento 6-14 giorni(indipendentemente dallo stato di recupero, ad es. mobilità).
4 – PAZIENTI DI PERTINENZA MEDICA ALLETTATI A RISCHIO TVP: posologia 4000 U.I. (40 mg); 2000 U.I. (20 mg) die (nei pazienti con insufficienza renale grave ClCr 15-50 ml/min). Durata del trattamento 6-14 giorniIl beneficio di un trattamento superiore a 14 giorni non è stato stabilito.
C) Altre indicazioni
1 – Trattamento dell’angina instabile e dell’infarto delmiocardio senza sopra-slivellamento del tratto ST (NSTEMI): posologia 100 UI/Kg (1 mg/Kg) b.i.d.s.c. in associazione con acido acetilsalicilico orale. Durata del trattamento 2-8 giorni.
2 – Trattamento dell’infarto miocardico acuto con sopra-slivellamento del tratto ST (STEMI):inclusi i pazienti gestiti con la sola terapia farmacologica o da sottoporre a successivo intervento coronarico percutaneo (PCI). Per posologia e durata trattamento vedere scheda tecnica.
3 – Prevenzione della formazione di trombi nella circolazione extracorporea in corso di emodialisi. Per posologia e durata trattamento vederescheda tecnica.
D) Farmaci non registrati (Legge 648/96, art. 1 comma 4)
A) Profilassi TEV in pazienti con trattamento FIVET:
1 – TVP in pazienti oncologici ambulatoriali a rischio (KHORANA >3). Prescrizione a cura dell’ematologo o oncologo.
2 – In gravidanza e puerperio per le pazienti a rischio. Durata trattamento: fino a 41 settimane circa (calcolando dalla positivizzazione del test di gravidanza-circa 5 settimane di età gestazionale- e includendo fino a 6 settimane di puerperio).
B) Trattamento TEV:
Nella sospensione degli anti-vitamina K (AVK) per manovrechirurgiche e/o invasive (bridging). Durata trattamento: 10 giorni .
Criteri inclusione: pazienti a rischio basso, moderato ed elevato di tromboembolismo.
Criteri esclusione: pazienti sottoposti a procedure con minimo rischio di sanguinamento (procedure dermatologiche minori come escissione di tumori basali e squamosi, cheratosi attiniche e nevi, cataratta con anestesia topica non retrobulbare, avulsioni dentarie semplici, detartrasi, biopsie ossee).
C) Trattamento cronico del paziente con fibrillazione atriale
E) Usi OFF-LABEL
A) Profilassi TEV in pazienti con trattamento FIVET
B) trattamento cronico della fibrillazione atriale
POSOLOGIA E SOMMINISTRAZIONE EBPM
1-2 volte/die nel tessuto sottocutaneo.
CONTROINDICAZIONI: sindrome emorragica in atto, piastrinopenia, iperensibilità.
INTERAZIONI
Sconsigliato uso concomitante di farmaci antiaggreganti piastrinici: ASA-FANS-KETOROLAC-DICLOFENE-TICLOPIDINA-CLOPIDROGEL. Precauzioni nell’uso concomitante di anticoagulanti orali  (COUMADIN) e glucocorticoidi.
SOMMINISTRAZIONE DI EBPM: GESTIONE INFERMIERISTICA
L’eparina viene somministrata tramite iniezione nel tessuto sottocutaneo. L’iniezione sottocutanea consiste nell’introduzione di una sostanza terapeutica nel tessuto situato nella zona immediatamente sottostante il DERMA che è Tessuto costituito da ADIPE. ATTenzione poiché non tutti hanno lo stesso strato di  adipe.
L’ASSORBIMENTO È LENTO-SOSTENUTO-COMPLETO.
Non deve essere praticata l’iniezione su:
– Aree ustionate
– Nevi
– Cicatrici
– Lesioni
– Tessuto infiammato
Sedi di iniezione:– Muscolo deltoide
– Addome (esclusa la zona periombelicale) – Perché è da preferire? Di solito vi è abbondanza di tessuto s.c. È più facile da pizzicare rispetto alla coscia o al braccio. Il farmaco viene assorbito in maniera più rapida. Avvertenze: iniettare a una distanza dall’ombelico pari alla larghezza di una mano, le iniezioni laterali rischiano di diventare intramuscolari
– Regione antero-laterale coscia: l’iniezione, specie nei maschi, deve essere fatta nella parte alta anteriore in quanto nella zona laterale il tessuto sottocutaneo è scarso (

Lucca, si suicidò al Pronto soccorso: tre medici indagati per mancata vigilanza

L’uomo aveva già tentato di togliersi la vita poco prima. Secondo l’accusa, un ricovero in Psichiatria avrebbe potuto evitare la tragedia.
Non chiesero una nuova visita che avrebbe potuto concludersi con un ricovero in Psichiatria per un 51enne di Fornaci di Barga, arrivato in ospedale dopo un tentato suicidio. Una soluzione che avrebbe potuto evitare la morte consumata nella solitudine di un bagno del Pronto soccorso, nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2018. Accusati di omicidio colposo in concorso, tre medici dell’ospedale San Luca di Lucca, due residenti a Lucca e uno a San Giuliano Terme. Hanno ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini, che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.
La Procura di Lucca contesta ai tre, in varie fasi della giornata durante il ricovero del paziente, un comportamento capace di creare le condizioni di una mancata vigilanza della persona che aveva tentato di togliersi la vita tagliandosi le vene ai polsi. Una “finestra” di libertà di movimento con un epilogo tragico. Il paziente prese due sacchetti di plastica e un laccio, andò nel bagno nei pressi della cameretta in cui era ricoverato e, dopo averli calati in testa e stretti intorno al collo, si soffocò alle 3:30 del mattino. Era arrivato in ospedale alle 9:30 circa.
La diagnosi era quella di un tentato suicidio. L’uomo aveva passato tutta la notte al cimitero comunale, sdraiato sulla tomba della madre recentemente scomparsa. Era in ipotermia e aveva delle ferite ai polsi. Lo psichiatra lo aveva visitato e, dopo averlo mandato in reparto per i problemi dovuti alle ferite alle braccia, si era raccomandato di essere ricontattato per una nuova valutazione circa la degenza in Psichiatria. Secondo l’accusa uno dei medici del Pronto soccorso non si preoccupò poi di segnalare il caso al collega psichiatra.
Quando poi il paziente era passato nel reparto di Osservazione breve intensiva, gli altri due medici indagati lo avevano tenuto d’occhio in maniera blanda, senza chiedere l’intervento dello specialista, che, stando all’accusa, avrebbe potuto cogliere il malessere nell’aspirante suicida. E avrebbe impedito che fosse lasciato solo nella camera, dandogli anche la possibilità di reperire il materiale con cui poi si uccise.
La morte del 51enne di Fornaci, conosciuto anche nel mondo della pallavolo locale, ha destato sconcerto tra parenti e amici, ma ha avuto conseguenze anche nell’organizzazione dei reparti ospedalieri. A dicembre l’Azienda sanitaria ha deciso unilateralmente di prendere infermieri e operatori socio-sanitari del dipartimento di Salute mentale e di inviarli, in orario istituzionale, a effettuare il servizio di sorveglianza personalizzata per la prevenzione del suicidio al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca.
Redazione Nurse Times
Fonte: Il Tirreno
 
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