Interrogazione del consigliere Zinzi a De Luca sugli avvisi di mobilità per Infermieri e Oss

Il consigliere regionale della Campania, Gianpiero Zinzi, presenta un’interrogazione (n. 1295) indirizzata al Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, avente ad oggetto “Avvisi di Mobilità in ambito nazionale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta”
L’interrogazione inviata il 22 marzo u.s. si riferisce ai tre avvisi di Mobilità in ambito nazionale pubblicati dall’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta nella sezione “Avvisi e Concorsi” che riguardano:
25 Operatori Socio Sanitario (O.S.S.) “Ctg. BS Ruolo Tecnico”
10 Assistenti amministrativi “Cgt. C”
35 Collaboratori Professionali Sanitari (CPS) – Infermieri.
“Ai ritardi ed alle leggerezze procedurali dell’Ospedale di Caserta siamo ormai abituati – ha dichiarato il consigliere Zinzi  – ma i tre bandi in questione contengono anomalie cosievidenti che fanno riflettere. Dai risicati termini per la scadenza, passando per gli assurdi obblighi in capo ai vincitori per la nomina e per la richiesta di assenso preventivo ed incondizionato che tra l’altro non figura più nel nuovo CCNL del Comparto Sanità. Insomma un’accozzaglia di errori che farebbero anche sorridere, ma qui si parla di Sanità e di professionalità sempre più messe all’angolo e purtroppo non c’è davvero nulla da ridere”.
Nell’interrogazione presentata si legge “Gli avvisi in questione hanno tutti scadenza di 15 giorni, mentre la legge 114 del 2014, all’articolo 4 punto 1 stabilisce che «Le amministrazioni, fissando preventivamente i requisiti e le competenze professionali richieste, pubblicano sul proprio sito istituzionale, per un periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso passaggio diretto di personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti da possedere”. 
Tra gli obblighi di partecipazione agli avvisi si ritrova sempre, in forma lievemente diversa, la condizione che si debba “dichiarare e, in caso di nomina comunicare, entro 10 giorni dalla data di notifica della nomina stessa, l’accettazione a prendere servizio entro e non oltre i successivi 30 giorni, e produrre contestualmente assenso incondizionato al trasferimento, da parte dell’Azienda di appartenenza che dovrà pervenire, inderogabilmente, a questa AORN, entro il predetto termine”.
Zinzi specifica ancora che all’interno degli Avvisi, nelle parti conclusive dedicate alla “Nomina del Vincitore”, si ribadisce che «…i concorrenti dichiarati vincitori ai fini dell’assunzione in servizio mediante stipula del contratto individuale di lavoro, entro 15 giorni dalla notifica della nomina, pena di decadenza dal diritto al trasferimento medesimo, dovranno far pervenire certificazione attestante il possesso della piena idoneità fisica allo svolgimento delle mansioni proprie della qualifica di appartenenza, tale da poter assicurare l’articolazione dell’orario di lavoro nell’arco delle 24 ore e la relativa ed adeguata turnazione. Dovranno altresì produrre, entro 15 giorni dalla notifica della nomina, pena di decadenza dal diritto al trasferimento medesimo, assenso incondizionato al trasferimento presso questa azienda Ospedaliera da parte dell’Azienda di appartenenza.
Dovranno comunicare, entro 10 giorni dalla data di notifica della nomina stessa, di prendere servizio entro e non oltre i successivi 30 giorni, e produrre contestualmente assenso incondizionato al trasferimento da parte dell’Azienda di appartenenza entro il predetto termine. Considerata la necessità dell’Azienda di procedere in tempi brevi al reclutamento del personale di cui trattasi, data la carenza di unità lavorative appartenenti a tale profilo professionale, aggravata anche dalle domande di pensionamento in adesione alla così detta “quota 100”, in caso di mancato rilascio di nullaosta da parte dell’Azienda di appartenenza i candidati nominati vincitori dell’avviso saranno considerati decaduti dal diritto al trasferimento e si procederà allo scorrimento delle posizioni a seguire nella graduatoria di merito».
CONSIDERATO CHE:
non si può chiedere ad un’Azienda Sanitaria di rilasciare un proprio dipendente con una tempistica così assurda e palesemente inattuabile;
non può ricadere negli obblighi del vincitore di un concorso, la produzione di un atto redatto da un terzo soggetto e, particolarmente, dal suo datore di lavoro.
L’assenso preventivo e incondizionato non figura più nell’art. 52 del nuovo CCNL del Comparto Sanità che al comma 3 ha esplicitamente «disapplicato l’art. 19 del CCNL  integrativo deI 20/9/2001 (Mobilità volontaria tra aziende ed enti del comparto e con altre amministrazioni di comparti diversi)» che lo prevedeva e, pertanto, non può essere richiesto ai dipendenti.
Il consigliere aggiunge che da un’attenta lettura degli ultimi numeri del B.U.R. Campania non ha evidenziato traccia alcuna di pubblicazione ditali Avvisi, contrariamente a quanto previsto dalI’art. 4 del DPR n. 487/1994.
Nel testo il consigliere Zinzi interroga il Presidente De Luca “sulle ragioni di tale impostazione concorsuale da parte della Direzione dell’AORN ‘S. Anna e S. Sebastiano’ di Caserta, nonché sull’opportunità di una revoca in autotutela degli avvisi in narrativa”.
 
Redazione NurseTimes
 
Allegato
Campania – Interrogazione regionale n. 114 del 22/03/2019
L’articolo Interrogazione del consigliere Zinzi a De Luca sugli avvisi di mobilità per Infermieri e Oss scritto da Giuseppe Papagni è online su Nurse Times.

Il “Pillolo” supera la fase 1: presto il contraccettivo maschile sarà sperimentato sull’uomo

I test condotti sull’anticoncezionale maschile 11-beta-MNTDc avrebbero dato esito positivo. L’assinzione del cosiddetto “Pillolo” per 28 giorni non darebbe effetti collaterali: il test ha coinvolto un campione di 40 uomini sani.
I risultati sono stati presentati durante il congresso della Endocrine Society a New Orleans, e sembrerebbero del tutto incoraggianti: il farmaco infatti si è dimostrato capace di ridurre i livelli di due ormoni necessari per produrre lo sperma impedendo quindi la formazione dello spermatozoo ma preservando al contempo la libido.
Ma non è ancora giunto il momento di parlare di rivoluzione nella contraccezione. Si tratta solo della fase 1 e prima di un eventuale lancio sul mercato sarà necessario superarne altre due basate su un campione sempre più ampio di pazienti. Non è pertanto detto che i prossimi test confermino i risultati appena annunciati.
Il tema della contraccezione condivisa tornerebbe però così di grande interesse, sollevando la donna di molte responsabilità, dal momento che gran parte dei metodi contraccettivi, dalla pillola anticoncenzionalealla spirale, riguarda proprio il corpo femminile.
Costituirebbe una parte dei doveri che le donne prendono in carico in materia di sessualità. In un recente articolo, l’edizione francese di Slate lo inserisce nella lista di componenti che formano il «carico sessuale». Insieme alla contraccezione ci sono anche eros, piacere e gestione di eventuali malattie sessualmente trasmissibili.

Cosa succederebbe se invece fosse possibile avere una pillola anche per gli uomini? Secondo molti, questo «carico sessuale» inizierebbe ad essere più equamente suddiviso. Secondo altri, il punto non è tanto il «pillolo» quando un cambio di mentalità: per condividere la contraccezione basterebbe usare il preservativo.

Simone Gussoni
L’articolo Il “Pillolo” supera la fase 1: presto il contraccettivo maschile sarà sperimentato sull’uomo scritto da Simone Gussoni è online su Nurse Times.

Da alla luce due gemelli ma solo uno ha DNA del padre: un raro caso di superfecondazione eteropaternale

Una vicenda che ha dell’incredibile proviene dall’ospedale di Xiamen, in Cina. Un parto gemellare, che avrebbe dovuto portare grande gioia a mamma e papà, si è trasformato in un vero choc per l’uomo.

Poco dopo la nascita avrebbe notato come solo uno dei due bimbi gli somigliasse. Sempre più insospettito da questa incredibile vicenda, avrebbe chiesto il test del DNA, ricevendo un vero colpo al cuore.

Solo uno dei due piccoli era suo figlio. Il secondo invece, era frutto di un tradimento nascosto dalla donna.
Come riportato dal giornale Strait Herald, l’uomo ha preteso che venisse fatto il test della paternità su entrambi i piccoli prima di registrarli come suoi figli: secondo il direttore del Fujian Zhengtai Forensic Identification Center, per l’uomo ricevere la notizia è stato un trauma incredibile.
Si è prima infuriato, poi ha cercato di comprendere come potesse essere successa una cosa simile. Per molte settimane la moglie si è rifiutata di dargli una spiegazione, fino a quando non è crollata sotto il peso dell’insistente pressione del marito: a quel punto la donna avrebbe confessato di aver avuto un rapporto sessuale con un altro uomo. Una sola notte di sesso che le è bastata per rimanere incinta.
Si tratta di un caso piuttosto raro, noto come superfecondazione eteropaternale, uno specifico fenomeno fisiologico per cui, nella specie umana (molto raramente) come in altri mammiferi (più frequentemente), dopo la fecondazione di un ovulo e la conseguente formazione di un feto all’interno dell’utero, si verifica eccezionalmente un altro ciclo mestruale (o ciclo estrale negli animali) e la fecondazione di un altro ovulo.

Raramente questo secondo embrione raggiunge lo stadio fetale; se invece il suo sviluppo procede regolarmente, si ha una gravidanza gemellare, ovviamente dizigotica, che si conclude con un parto in cui uno dei neonati si presenterà prematuro o comunque meno robusto dell’altro.

Può talora accadere che la seconda fecondazione avvenga durante lo stesso ciclo mestruale, come accaduto nel caso descritto nell’articolo. Ciò avviene quando gli ovuli materni vengono fecondati da due uomini in un ristretto periodo di tempo.

Simone Gussoni
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Obesità, possibile ruolo nei problemi riproduttivi nelle donne con diabete di tipo 1 [Diabete]

Diversi studi hanno dimostrato che il diabete di tipo 1 è associato a irregolarità mestruali e a una minore fertilità, e una nuova ricerca australiana ha rivelato che anche l’obesità può giocare un ruolo nei problemi riproduttivi di queste pazienti. I risultati sono stati presentati al congresso annuale della Endocrine Society (ENDO) 2019 che si è svolto a New Orleans, in Luisiana.